mercoledì 15 aprile 2015

Seconda attività

Come seconda attività, dando seguito a quanto concordato, si richiede a) di individuare una qualsiasi risorsa digitale, meglio se trasversale, utilizzabile nell'attività di insegnamento. Si raccomanda di fornire le indicazioni per reperirla on line b) di descriverne l'uso didattico nella maniera più dettagliata possibile.

I commenti vanno inseriti entro le ore 24 del 30 aprile.

Buon lavoro!

30 commenti:

  1. Colavecchio Giuseppe
    Uno dei tanti problemi che ha un ragazzo nella pratica sportiva è di non rendersi conto del corretto o sbagliato movimento che esegue soprattutto a scuola. Una risorsa digitale, che viene utilizzata in campo sportivo e che può essere applicata anche nell’ ambito dell’educazione motoria a scuola, è il software per la video analisi del movimento, che consente di avere una maggiora consapevolezza dell’esecuzione del fondamentale eseguito. Tale software che può essere utilizzato nella pallavolo e, di conseguenza, anche nello sport scolastico si chiama ACE video. È prodotto dalla tiebreaktech e può essere acquistato online sul sito internet http://www.tiebreaktech.com/ al costo di € 99 annuali. Può essere installato su smartphone su tablet e su pc. Questo software consente di registrare un video del ragazzo mentre esegue un fondamentale. Prima della riproduzione del video il software permette di impostare la valutazione del fondamentale preso in considerazione. Successivamente, attraverso una visione globale da 6 diverse angolature si stabiliscono la corretta posizione delle gambe, delle braccia e dei piedi, la traiettoria iniziale della palla, l’impatto con le braccia e la traiettoria finale della palla. In pratica durante la riproduzione del video il software disegna in automatico delle linee che si sovrappongono al l’immagine del ragazzo mentre esegue un fondamentale. In questo modo è possibile evidenziare la corretta posizione per l’esecuzione del fondamentale e la corretta traiettoria del pallone. In ambito scolastico questo software è utile in quanto si filma il ragazzo nell’esecuzione del fondamentale e successivamente in palestra si spiegano gli errori tecnici, che vengono corretti dall’insegnante. In questo modo il ragazzo può rendersi conto in maniera concreta dei propri errori e con il giusto supporto del proprio allenatore può correggerli in tempi brevi.
    Colavecchio Giuseppe AC02

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  2. Salve a tutti!
    In riferimento alla mia classe di concorso AC02,quindi all'insegnamento di Educazione Fisica e Scienze Motorie propongo un App facilmente reperibile sia per Android che per Apple.Premetto di essere una sostenitrice della pratica sportiva a 360° e quindi credo che i ragazzi costretti tra i banchi per la maggior parte delle ore di scuola,abbiamo la necessità di muoversi e di spendere energia durante le ore di Educazione Fisica.Proprio per questo propongo "UBERSENSE" un App innovativa che ci permette di videoregistrare attraverso il nostro cellulare gli allenamenti di vari sport come atletica,baseball,pallavolo,tennis,calcio,basket,crossfit,bowling,golf o semplicemente esercizi di stretching ed infine anallizzarli insieme.Tutto ciò ci permette di inserire nuove risorse digitali,stimolare e far lavorare tutta la classe incuriosendo anche i più pigri.Saremo in grado di esaminare immediatamente il lavoro compiuto nei minimi particolari grazie al formato HD proposto da questa APP ma soprattutto attraverso l'uso dello slow-motion (effetto cinematografico rallentatore d'immagine) e la possibilità di fermo-immagine e disegno sull'immagine stessa.Questo permette di correggere e migliorare l'esecuzione di movimenti fondamentali di una disciplina specifica come per esempio il servizio nella pallavolo o nel tennis,uno scatto in velocità,uno squat,un terzo tempo nel basket,ecc. oppure più semplicemente di valutare gli eventuali miglioramenti nell'esecuzione di un esercizio di stretching e quindi di monitorare il cambiamento relativo alla mobilità articolare nel tempo e confrontarla con i propri compagni.Molto interessante anche il fatto di poter confrontare i video con quelli di atleti o allenatori esperti,poichè Ubersense crea una sorta di Social dove poter pubblicare i propri video e guardarne altri e quindi poter interagire anche con esperti del settore e ottenere dei feedback positivi o negativi ma in entrambi i casi costruttivi.
    Riconosco questa App interessante,all'avanguardia ma soprattutto utile perchè,grazie alla possibilità che ci offre di poter tracciare linee e disegni di diverso genere con fermo immagine e allo stesso tempo procedere con lo slow-motion,è possibile creare un lavoro trasversale tra l'Educazione Fisica,l'Educazione Tecnica ed Informatica per imparare in modo alternativo argomenti che spesso possono sembrare noiosi per gli alunni,ma che sono fondamentali per lo sport e che segnano ogni nostro movimento nel quotidiano come per esempio le leve,la creazione di varie angolazioni,le parabole,l'importanza della forza di gravità,nonchè l'uso di nuovi metodi digitali per creare un vero e proprio archivio per ogni ragazzo e della classe dal quale poter valutare la crescita e i cambiamenti avvenuti durante tale lavoro.
    Da qui ancora più interessante e completo,sarebbe porsi come obiettivo finale quello di collegare tale lavoro a studi scientifici effettuati,come ad esempio quello della "Fisica delle palle nello sport" (http://www.focus.it/cultura/la-fisica-delle-palle-nello-sport) relativo alla scoperta di un gruppo di ricercatori dell’École Polytechnique di Palaiseau e della ESPCI di Parigi, il cui studio,attraverso un approccio intuitivo-riflessico,ha dimostrato che esiste una correlazione lineare tra la traiettoria di palle o palline e le dimensioni dei campi sportivi su cui si gioca,le quali seguono leggi della fisica ben precise.

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  3. Salve a tutti!
    In relazione alla mia classe di concorso A057 ,Scienze degli Alimenti propongo il software Convivia che costruisce determinati menu per mense scolastiche o aziendali, (ma anche per altri casi di ristorazione singola o collettiva), partendo da tabelle di alimenti preimpostate. Facilmente possono essere gestiti innumerevoli diversi menu con le funzioni di taglia e incolla. Il programma contiene numerose tabelle con i principi nutritivi ed altre per la corretta impostazione di una dieta mediterranea, italiana, a zona. Molti aiuti in linea. Con questo programma si possono stilare anche menu personalizzati per diete di ogni genere, sia settimanali che giornaliere. E' adatto, dunque, oltre che per mense collettive, per dietologi, medici in generale, farmacie, centri erboristici, centri sportivi e per chiunque che, privatamente, voglia controllare la propria alimentazione ed il proprio fisico. Questo software può essere facilmente reperibile presso il portale WWW.NUTRIZIONE.COM.
    CONVIVIA propone una serie di soluzioni in grado di soddisfare ogni necessità.
    Anche gli studenti delle scuole cosi come i gruppi sportivi o aziendali, hanno bisogno di un servizio di ristorazione personalizzato: per ognuno di loro, CONVIVIA li supporta nella selezione di menu personalizzati, nel rispetto sia dei parametri nutrizionali che della varietà e gradevolezza dei pasti.
    Convivia permette di inserire tutti i parametri della Struttura per la quale si vogliono realizzare i piani alimentari: generici o specifici per età, patologie, allergie, intolleranze, fisiologie speciali e stili alimentari, tramite la creazione di più gruppi.
    Inserimento dei pasti
    Per l’inserimento degli alimenti all'interno dei pasti e per il calcolo degli apporti realmente assegnati nel piano alimentare il programma supporterà il ragazzo, anche tramite grafici esplicativi, nella compilazione del piano alimentare.
    E’ possibile visualizzare in tempo reale, anche per ogni pasto, le informazioni riferite alle kcal, ai glucidi, ai protidi o ai lipidi assegnati.
    E’ possibile personalizzare la dieta in base alle esigenze dell'utente come ad esempio:
    • specificare per quale periodo verrà creata la dieta;
    • ridefinire quanti giorni della settimana vogliamo calcolare e visualizzare;
    • indicare il numero di settimane per cui sarà calcolata la dieta fino ad un massimo di 16 settimane;
    • prevedere la visualizzazione delle quantità degli alimenti in grammi oppure in unità di misura alternative e di uso comune (es: bicchiere, unità, porzione, cucchiaino, etc.).

    L'archivio degli alimenti è composto da oltre millenovecento alimenti (1900) e per ognuno sono stati inseriti 72 campi bromatologici. Inoltre è possibile anche, a seconda delle esigenze, inserire nell'archivio:
    • integratori,
    • alimenti personali
    • ricette personali.
    Sport
    CONVIVIA consente di personalizzare il calcolo degli apporti da assegnare in dieta per ogni tipo di attività sportiva, sia agonistica che amatoriale. Basandosi su una vasta banca dati il programma calcola il dispendio energetico di ogni tipo di attività in funzione della durata della stessa.
    Analisi dei risultati
    E’ possibile effettuare un’attenta analisi e verifica della varietà alimentare tramite una visualizzazione di grafici che mostrano la frequenza e i quantitativi assegnati per ogni alimento sia per singolo pasto che per l’intera dieta.
    Penso, infine, che questo software sia utile ai ragazzi perché consente di studiare non soltanto Scienze dell’Alimentazione ma anche l’Informatica e l’Educazione Fisica.
    Luana Caramelli A057

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  4. Non conosco molte risorse digitali utilizzabili nell’insegnamento ad eccezione del già citato c-map (e altri strumenti per realizzare mappe), o degli e-book che ormai sono associati ad ogni testo a disposizione del docente e degli alunni. Parlando con alcuni docenti mi è stato suggerito un “tool” utile per coinvolgere i nostri alunni, appassionarli ad un nuovo argomento, rendere più interessanti le lezioni e soprattutto per comunicare in modo più efficace: Thinglink. E’ un servizio che permette d’inserire delle annotazioni (tag) interattive(immagini, testi, video, collegamenti a siti) in qualsiasi immagine. Si può utilizzare anche su i-phone e i-Pad.
    Per poter utilizzare il programma è necessario registrarsi al sito www.thinglink.com, oppure entrare con l’account di facebook o di twitter. Una volta registrati, si può creare un’immagine interattiva in pochi passi. L’immagine può essere scelta dal proprio archivio personale, dal web inserendo l’url dell’immagine desiderata o del sito con cui si vuole fare il collegamento e dal proprio profilo facebook.
    A questo punto ci si può sbizzarrire con la fantasia inserendo in qualunque punto dell’immagine i punti sensibili (si può scegliere anche l’icona con cui fare il link). Si possono così inserire immagini, link, video e audio. Completato il lavoro è possibile pubblicare l’immagine appena creata.
    Il servizio mette a disposizione anche un sistema di statistiche sulle immagini che traccia il numero di visualizzazioni, il numero di click e il numero di volte che si è avuto accesso alle annotazioni.
    Questo strumento può essere utilizzato dal docente, anche come ausilio per i DSA, ma anche dagli stessi alunni che vogliono divertirsi o schematizzare la lezione seguita, utilizzando i social network tanto diffusi nella loro generazione. Infatti, ogni alunno ha a disposizione la propria immagine e naviga a suo piacimento tra le risorse fornite; le immagini create con ThingLink si prestano benissimo anche alla classica lezione frontale, riunendo in un solo posto tutti i riferimenti dei quali si ha bisogno durante la spiegazione. La sua versatilità lo rende un interessante strumento di presentazione per qualsiasi disciplina. Nel caso della mia disciplina (A057) si può proporre ai ragazzi un’immagine riguardante una alimento e da qui fare collegamenti alla tecnologia di produzione (video), alla composizione chimico-nutrizionale o a siti ministeriali/salutistici che ne regolamentano la commercializzazione o lavorazione. Oppure penso ad altre discipline come quelle linguistiche in cui ad un’immagine è possibile collegare testi e video in lingua originale.
    Rossella Mignogna A057

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  5. Salve,
    per quanto riguarda la mia classe di concorso (AC02), una risorsa digitale che potrebbe essere interessante da utilizzare è un’App denominata “Google Fit”, che ci permette di contare i passi che si effettuano durante la giornata grazie alle oscillazioni del corpo. Quest’app si può trovare nel playstore di tutti gli smartphone che hanno un sistema android, è assolutamente gratuita e può essere utile per capire se durante la giornata siamo persone dinamiche oppure sedentarie. L’app rileva in particolare tre tipi di attività: camminata, corsa e bicicletta; ma si possono aggiungere anche altri tipi di sport come pallacanestro, calcio, ecc. Ogni attività svolta rimane in memoria così da poter vedere i miglioramenti che si sono raggiunti.
    Nell’ambito scolastico, l’insegnante potrebbe dare degli obiettivi ai suoi alunni, come ad esempio: compiere nell’arco della giornata 2 mila passi, oppure 1h di attività; così da stimolarli al movimento e all’ uscita all’aria aperta, visto che sempre più i ragazzi di oggi passano gran parte del loro tempo a computer, alla tv o ai videogames. Questo secondo me potrebbe essere un modo innovativo e stimolante per i ragazzi, specialmente per quelli che non praticano altri sport, che si troveranno di fronte a stimoli sempre nuovi ed impegnativi, aumentando il tempo di attività o i passi da compiere, per renderli sempre più attivi e in forma. Tutti i risultati verranno poi riportati su di una tabella, così da poter controllare tutti i miglioramenti/peggioramenti che ogni alunno ha conseguito, per poi valutare il grado di impegno di ciascuno.
    Tudino Stefano AC02

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Una delle risorse digitali che ho pensato di segnalarvi è un sito internet della Zanichelli che si chiama “Aula di scienze” riguardante materie quali biologia, chimica, scienze della terra (specifiche per la mia classe di concorso) ma anche fisica e matematica; più di recente ho avuto modo di scoprire che esisteva l’equivalente “Aula di lettere” anche per le materie umanistiche come italiano, storia, filosofia, latino, greco e storia dell’arte. Il fatto che sia trasversale per la maggior parte delle discipline studiate nelle scuole di primo e secondo grado mi ha fatto propendere per la sua scelta.
    Sperando che possa essere utile anche vi aggiungo i due link:
    http://aulascienze.scuola.zanichelli.it/
    http://aulalettere.scuola.zanichelli.it/
    Parlerò del sito che tratta nello specifico le materie che dovrei insegnare, ma i due sono strutturati allo stesso modo. È strutturato in maniera semplice con un motore di ricerca interno che permette di ritrovare tutti gli articoli o spiegazioni legate alla “parola chiave” digitata. Dal menù laterale è possibile scegliere e navigare o per singole materie o nelle varie sezioni.
    Quest’ultima parte è la più interessante a mio avviso perché offre maggiori spunti di approfondimento e sviluppo del senso critico. Le “Ultime dal lab” è una sezione che riporta più che altro argomenti scientifici di attualità che potrebbero essere, per gli alunni, un ottimo spunto per saperne di più su notizie che magari ascoltano in tv o leggono dai giornali e riportarle poi in classe dove potrebbero nascere dibattiti costruttivi.
    Altra sezione che trovo molto importante soprattutto a supporto delle spiegazioni che dà il docente in aula è “Scrivi agli esperti” mediante cui gli studenti possono “approfittare” della presenza di studiosi di chimica, matematica e fisica (obiettivamente le materie che creano maggiori difficoltà) per porre quesiti o sottoporre esercizi difficili da risolvere.
    Nella sezione “multimedia” si ha la possibilità di scorrere un archivio di video sia di spiegazioni animate e quindi subito comprensibili dai ragazzi, sia interviste a personaggi di spicco nel mondo scientifico.
    Ultima sezione che credo potrebbe essere apprezzata molto dagli studenti dell’ultimo anno è “lo sportello tesine” dove gli studiosi messi a disposizione dal sito per singola disciplina, rispondono alle domande dei ragazzi e li aiutano nell’organizzazione delle tesine che normalmente si preparano in vista della maturità, suggerendo collegamenti ad hoc nelle materie di loro competenza.
    Credo che questi due siti siano un ottimo strumento di supporto allo studio e di approfondimento per i ragazzi e un buon modo per l’insegnante di essere aggiornato ed avere nuovi spunti per lezioni diversificate.

    Marilena Di Buono A060

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  8. Ho scelto di utilizzare come risorsa digitale la piattaforma Edmodo, il “social network didattico”, la cui attivazione permette di creare un’aula virtuale in cui docenti e studenti possono interagire in un ambiente protetto, personalizzare alcuni percorsi didattici ed educativi, favorire l’inclusione di tutti gli alunni, sviluppare nuove forme di potenziamento e recupero.
    Il docente fornisce in classe un codice d’ingresso alla piattaforma che è disponibile all’indirizzo: http://www.edmodo.com, i genitori possono accedervi e richiedere il codice di controllo al fine di monitorare le attività dei propri figli attraverso notifiche sulla casella di posta elettronica.
    Operativamente gli insegnanti creano un gruppo che ha il nome della classe e invitano gli studenti
    condividendo una password. All’interno del gruppo la comunicazione può essere molti a molti, il docente a tutti, uno studente a tutti, oppure discreta, fra insegnante e studente. Oltre a dialogare con il docente gli studenti possono inviare allegati sotto forma di documenti che l’insegnante annota on line e rispedisce al mittente.
    La piattaforma offre vari strumenti: una biblioteca condivisa dove si possono conservare documenti, immagini ed altri materiali, un calendario dove segnare le scadenze delle consegne e le date delle verifiche, la possibilità di creare quiz.
    Non è indispensabile che gli studenti abbiano un indirizzo e-mail, ma se lo possiedono ricevono direttamente all’indirizzo di posta elettronica compiti, avvisi, e note ed hanno maggior controllo di quanto si deve svolgere e studiare, chi invece non ha una sua mail riceve le notifiche solo quando accede al sito di Edmodo.
    I ragazzi hanno la possibilità di scaricare i contenuti caricati dai docenti sul computer di casa per rivederli tutte le volte che desiderano, senza necessariamente seguire il ritmo della classe, l’insegnante può assegnare i compiti settimanali da svolgere con tanto di tasto per i commenti e per gli allegati che i ragazzi possono caricare. È possibile creare varie tipologie di verifica: quiz a scelta multipla, vero/falso, cloze, relativi a specifiche lezioni svolte con valutazione conclusiva. Si può organizzare un laboratorio di lettura e a conclusione di ogni capitolo di un testo si somministra un test di comprensione che gli alunni devono svolgere direttamente on line nell’arco di una settimana. Si possono gestire le cartelle di Google Drive con i documenti degli alunni, oltre che creare cartelle nel sito stesso, con un notevole risparmio di tempo. Credo che questa risorsa sia molto utile per gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, perché la funzione di moderazione del docente è estremamente forte, egli può infatti escludere tutti i membri che violino le regole, quindi è possibile esercitare un controllo efficace. Naturalmente maggiori sono le competenze informatiche dei discenti e più consapevole sarà l’utilizzo della piattaforma.
    L’utilizzo di Edmodo è funzionale ad ogni disciplina, gli alunni possono fruire dei materiali delle lezioni, scaricarli e utilizzarli per studiare o approfondire, caricare materiali propri (compiti, esercizi svolti) o condividere post, il tutto come se si trovassero fisicamente in classe. Col passare del tempo i discenti acquisiscono sicurezza e abilità nel gestire i propri spazi e le proprie attività su Edmodo, hanno anche l’opportunità di vedere i propri progressi e i badges (riconoscimenti virtuali sotto forma di icona) assegnati dall’insegnante per i propri risultati o comportamenti positivi tenuti sia nella classe reale che in quella virtuale.
    È importante pensare alla scuola come ad una famiglia con interessi comuni, in cui la collaborazione è più importante della competizione e penso che questa piattaforma, se adeguatamente gestita, sia funzionale alla creazione di un clima lavorativo sereno e proficuo.

    Angela Barletta A051

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  9. L'apprendimento a livello globale
    https://moodle.org/?lang=it
    Moodle (acronimo di Modular Object-Oriented Dynamic Learning Environment, ambiente per l'apprendimento modulare, dinamico, orientato ad oggetti) è un ambiente informatico per la gestione di corsi,
    È una piattaforma didattica per l’e-learning, permette ai docenti di creare corsi a distanza, condividere materiali didattici con gli studenti e creare aree di interazione (forum, chat, esercitazioni online, test, quiz),supporta insegnanti con il loro insegnamento e gli studenti con il loro apprendimento fornendo tutto il necessario per il corso con strumenti il più possibile flessibili, permettendo un ambiente di apprendimento personalizzato.
    Progettata per essere reattiva e accessibile, l'interfaccia è facile da navigare sia su desktop che su dispositivi mobili. Gli utenti possono ricevere avvisi automatici sulle nuove assegnazioni e scadenze, post del forum e anche inviare messaggi privati tra di loro.
    Gli insegnanti e gli studenti possono seguire i progressi e il completamento grazie a una serie di opzioni per il monitoraggio di singole attività o a livello di corso.
    Quindi Moodle è un sistema di gestione di apprendimento gratuito online che consente ai docenti di creare il proprio sito web privato pieno di corsi dinamici che estendono l'apprendimento, in qualsiasi momento e ovunque.

    Anna Valentina Capirchio A033

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  10. Salve a tutti,
    Per quanto riguarda la mia classe di insegnamento, Zootecnica e scienza della produzione animale (A 074), penso all’utilizzo di una risorsa digitale multifunzionale come la LIM, attraverso la quale è possibile sfruttare le risorse reperibili in rete come video, testi, animazioni esplicative, ma anche articoli, post e forum. In particolare per quanto riguarda argomenti come la selezione genetica è possibile visualizzare on line testi, immagini e grafici dal sito www.anabic.it. Mentre per quanto concerne la valorizzazione e la salvaguardia delle razze autoctone italiane sono di aiuto i siti www.vitellonebianco.it e www.ccbi.it.
    I software in dotazione alle LIM consentono di analizzare e rielaborare testi o immagini presenti in rete, per raggiungere una più efficace organizzazione delle informazioni; infatti gli ambienti virtuali usati attraverso la LIM affascinano i ragazzi e rendono più interessanti e interattivi argomenti ostici come ad esempio la selezione genetica.
    In particolare per trattare la selezione genetica, va spiegato ai ragazzi il ruolo che hanno le associazioni di allevatori nella produzione di carne e di latte.
    L’ANABIC (Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne) ad esempio, è l’associazione che promuove e attua tutte le iniziative finalizzate al miglioramento, alla valorizzazione e alla diffusione delle razze bovine autoctone italiane: Marchigiana, Chianina, Romagnola, Maremmana e Podolica.
    Tramite la LIM, insieme ai ragazzi verranno costruite mappe concettuali, per guidarli a selezionare i contenuti in rete. Nel caso specifico i concetti chiave da inserire sono: selezione genetica e ruolo dell’ANABIC, libro genealogico di razza, performance test, progeny test e sib test, obbiettivi della selezione, toro e vacca ideali, valutazione morfologica, standard di razza, indice selezione toro e indice selezione vacca, differenze tra selezione genetica e OGM, valorizzazione e salvaguardia delle razze autoctone Italiane e ruolo dei Consorzi (Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale e Consorzio Produttori Carne Bovina Pregiata delle Razze Italiane).
    Il passo successivo è andare a ricercare i concetti chiave sui siti www.anabic.it, www.vitellonebianco.it e www.ccbi.it, che sono spiegati in modo semplice ed intuitivo tramite testi, schemi, immagini e video.
    Per arricchire ancora di più la lezione, navigando su www.anabic.it attraverso la LIM, posso far visionare immagini storiche di mostre nazionali sulle razze italiane da carne, facendo il confronto fra i campioni degli anni passati e quelli attuali; dunque far comprendere il lavoro della selezione genetica svolto negli anni dall’ANABIC, dagli allevatori e dalle altre Associazioni.
    Tramite i siti www.vitellonebianco.it e www.ccbi.it, sempre attraverso testi, immagini e video spiego ai ragazzi come lo scopo della selezione genetica sia quello di salvaguardare razze autoctone che rappresentano un patrimonio storico nazionale ma soprattutto un patrimonio in termini di biodiversità che altrimenti andrebbe perso.
    Successivamente si inviteranno gli allievi a rappresentare graficamente sulla LIM quanto appreso.
    Quindi tramite la LIM e i siti www.anabic.it, www.vitellonebianco.it e www.ccbi.it, possiamo in modo interattivo e creativo, far capire ai ragazzi come vengono applicati i principi di genetica di base studiati in altre materie come Biologia, e a che risultati porta la selezione dei caratteri qualitativi, studiati in Tecniche Agro Alimentari.
    A mio avviso immagini e foto di animali catturano l’attenzione di tutti gli studenti degli Istituti Tecnici Agrari, frequentati per lo più da giovani che hanno esperienze familiari in ambito zootecnico e agrario, dunque sono sempre affascinati da questo mondo, soprattutto in digitale.
    Vincenzo Lecce A074

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    1. Concludo con una riflessione. L’insegnamento con le nuove tecnologie permette di velocizzare e dare maggiore precisione a un sapere inteso come creatività, piacere e gioco. Ma non va dimenticato che il computer, come la matita, rimane uno strumento del sapere che migliorerà la creatività che è dentro la testa dell’uomo. E’ evidente che la lezione frontale, la cosiddetta vecchia spiegazione che si serva della nuova tecnologia, offra l’opportunità di intraprendere e di organizzare meglio quei bisogni di immagini e suoni delle nuove generazioni cresciute con smartphone e wi-fi e che resistono poco alla lezione frontale dei professori. Spiegare con l’ausilio della rete e di strumenti digitali non significa possedere una bacchetta magica poiché non va dimenticato che la riflessione, lo sviluppo dei contenuti e la memorizzazione sono comunque sempre lasciati all’abilità del docente e all’impegno di rielaborazione di ognuno. E’ chiaro che la lezione frontale utilizzando le nuove tecnologie possa offrire sul versante della schematizzazione e dell’organizzazione una marcia in più.
      Vincenzo Lecce A074

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  11. Rossi Miriam A060
    La risorsa digitale che vorrei segnalare e che potrebbe prestarsi bene alla didattica delle scienze (A060) nelle scuole superiori di secondo grado è il sito internet della National Center for Biotechnology Information (NCBI). Il sito internet è una vera e propria banca dati scientifica e rappresenta uno strumento importantissimo, ma anche molto complesso, soprattutto nel campo della ricerca. Tramite NCBI è possibile infatti ottenere ad esempio sequenze geniche e proteiche di molti organismi viventi i cui genomi sono stati totalmente sequenziali. Ma le potenzialità di questo strumento sono di gran lunga più complesse. In NCBI, è però presente una sezione più adatta alla didattica, denominata pubmed, che rappresenta un archivio di documenti di tipo scientifico di facile ed immediata consultazione. Accedere ad NCBI è molto semplice. Basta digitare NCBI su qualunque motore di ricerca e poi cliccare su pubmed central.
    Pur non avendo ancora avuto la possibilità di insegnare, grazie alla mia esperienza di tirocinio nelle scuole, ho potuto constatare che gli insegnati richiedono ai ragazzi di fare degli approfondimenti su argomenti di tipo scientifico. Soprattutto per i ragazzi degli ultimi anni, potrebbe essere molto utile utilizzare pubmed per i loro approfondimenti. Una volta che si accede a pubmed, basta inserire una parola chiave in alto, al centro della schermata, per ottenere informazioni veritiere e precise soprattutto su argomenti di tipo biologico e non solo. Le informazioni, che vengono visualizzate in forma di articolo scientifico, possono essere ottenute in maniera non troppo approfondita, e quindi adatta ai ragazzi delle scuole superiori, spuntando la parola Review in alto a sinistra. Ritengo che questa risorsa digitale potrebbe essere considerata trasversale in quanto permette di fare degli approfondimenti su differenti argomenti di tipo scientifico, ad esempio argomenti di chimica, di microbiologia, di biologia di base, di genetica e di medicina. Inoltre gli articoli vengono visualizzati rigorosamente in lingua inglese. L’ uso di questa risorsa permetterebbe ai ragazzi di sviluppare anche la capacità di traduzione e comprensione di testi in lingua inglese.
    Rossi Miriam A060

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  12. Non ho avuto esperienze lavorative nel campo dell’insegnamento e, pertanto, ho sentito il bisogno di dover, prima di tutto, pormi il problema di come organizzare una lezione.
    Girando tra i link utili all’insegnamento digitale, mi sono imbattuta in blendspace, una piattaforma utile a creare percorsi didattici interattivi, personalizzandoli con risorse digitali proprie o da scaricare direttamente in rete. L’indirizzo è www.blendspace.com. Con una registrazione gratuita si entrerà come docente o come studente. Il docente si troverà davanti una pagina suddivisa in varie settori di cui il principale è quello destinato all’inserimento delle pagine che formeranno il percorso didattico. Qui, in maniera molto intuitiva, sarà possibile inserire testi, video, immagini, mappe concettuali, quiz, cliccando su “aggiungi testo”, “aggiungi quiz”, ecc.. Si potranno anche introdurre risorse già presenti nella rete, direttamente da you tube, google, dropbox oppure da file prelevati dall’archivio personale, trascinandole da una barra laterale posta sulla destra dello schermo. Insomma tutto a portata di un click senza necessità di usare chiavette usb o altre periferiche esterne.
    La lezione potrà essere condivisa con la classe nel momento in cui l’insegnante lo riterrà opportuno. Per questo si dovrà tornare in alto a sinistra dello schermo e pigiando su “classes” si creerà una classe virtuale dandole un nome ed individuandola nel grado. Dopo ciò si fornirà un codice agli studenti che si potranno registrare e collegare alla lezione che il docente ha scelto di condividere tramite il tasto “share”. Nel contempo, se alla lezione sono allegati quiz, lo studente potrà vedere subito se la risposta data è quella giusta e il docente potrà controllare i risultati con “guarda i risultati” e “table view”.
    Le lezioni potranno essere condivise anche su facebook, twitter, via mail ed altri social network nonché essere inviate a collaboratori, colleghi, studenti o rimanere private. Una volta condivise esse potranno essere visionate, commentate o integrate. Lo studente, a sua volta, effettuata la registrazione potrà creare una presentazione, individuale o di gruppo, su un determinato argomento.
    A mio avviso blendspace è uno strumento utile, intuitivo e rapido nella composizione di una lezione che è possibile prevedere, sicuramente dinamica e pregna di approfondimenti. Crea possibilità di comunicazione con l’intera classe che ha facoltà di commentare, visionare ed esprime le proprie necessità o i propri dubbi in proposito; non solo, il docente ha, al contempo, possibilità di effettuare la valutazione della classe in base ai risultati dei quiz ed in base alle condivisioni: tutto questo anche a distanza. Una sorta di lezione aperta a dibattito a cui possono partecipare, a discrezione del docente, tutti o alcuni. Insomma consiglio www.blendspace.com.
    Filomena Autore A033

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    1. Ottima risorsa Mena!!! Pensa che prima di mettermi alla ricerca di una risorsa innovativa sul web pensavo proprio ad un sito del genere!! La trovo molto interessante e soprattutto accattivante per i ragazzi. Semplice da gestire. Insomma è proprio vero quello che diceva una famosa pubblicità della meletta: "c'è un app per tutto!"... in questo caso: c'è un sito web per tutto!!

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  13. Salve a tutti!
    Per la mia classe di concorso (AC02) sono molteplici le risorse digitali che potrebbero essere inserite nella didattica (video, software, app…). La mia attenzione si è focalizzata su un’applicazione che permette di integrare la lezione teorica con proposte di apprendimento dinamiche e innovative. Uno dei canali privilegiati per facilitare la pratica didattica ed educativa è, senza dubbio, l’utilizzo di immagini. In particolare l’app propone uno studio dell’anatomia e della fisiologia umana di facile comprensione per gli studenti, grazie all’ausilio di immagini 3D e video integrati da descrizioni (Wikipedia Description) di ogni parte del nostro corpo e il loro funzionamento. L’app in questione è “BioDigital Human – 3D Anatomy”, è gratis e facilmente scaricabile, è disponibile sia per Android che per Apple. È suddivisa in varie sezioni:
    • My Human, raccolta di finestre contenenti i vari organi e apparati;
    • Anatomy, suddivisa in altre due sezioni: By Region in cui troviamo l’anatomia di tutte le parti del nostro corpo e By System in cui troviamo l’anatomia dei vari sistemi e apparati. Cliccando sul cuore, ad esempio, si accede ad una pagina che mostra l’immagine 3D e varie opzioni che permettono anche di selezionare ogni singolo elemento dell’organo e leggerne la descrizione;
    • Conditions, permette di studiare la fisiologia di ogni organo e apparato e il loro cambiamento in caso di patologia;
    • Community, si possono creare anche community di classe in cui poter parlare dell’argomento che si sta trattando.
    In ognuna di queste sezioni e per ogni organo e apparato è presente l’opzione “quiz”, ovvero dei questionari che, volendo, potrebbero essere utilizzati per una verifica. Considerando che l’app è in lingua inglese, si potrebbe realizzare un percorso interdisciplinare in cui trattare, in maniera trasversale, argomenti comuni alle diverse discipline (es. Scienze Motorie, Scienze e Inglese). Trovo questa app molto utile e semplificativa del mondo dell’anatomia, in quanto grazie all’uso di immagini in 3D, come supporto a tutto ciò che viene detto a voce, si facilita il processo di apprendimento. Inoltre consente di affrontare in maniera più realistica argomenti complessi e di difficile comprensione. Trovo indispensabile lo studio dell’anatomia e della fisiologia, seppur in maniera semplice e non troppo specifica, in quanto ritengo che per meglio comprendere un gesto, un movimento e il perché di alcune lezioni pratiche, alla base, debba esserci la conoscenza del proprio corpo.
    Panzera Francesca AC02

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  15. Ciao a tutti
    La mia scelta è basata sull’esperienza fatta da qualche anno come insegnante. In questo periodo, avendo una pagina su Facebook, è capitato spesso che gli alunni ha richiesto la mia ”amicizia”. Ovviamente la comunicazione è sempre stata limitata a saluti o a conversazioni di poco conto, solo raramente ci sono state richieste di chiarimenti su temi trattati in classe.
    Certo ho riflettuto spesso su come i social network hanno cambiato il modo di comunicare tra le persone e soprattutto tra i ragazzi e di quanto tempo passano su Facebook è per “postare” foto, video ed altro ancora, ma, almeno fino ad oggi, non ho mai pensato ad esso come risorsa didattica. A guardar bene gli studenti sono connessi costantemente alla rete, tramite il proprio PC o con lo smartphone, allora perché non pensare che questo canale comunicativo dalle indubbie attrattive ludiche e “identitarie”, così vicina a loro, possa diventare uno strumento utile per condividere informazioni e saperi, dove gli studenti possono interagire con i propri insegnanti? Quindi perché non pensare di creare un “gruppo” per la didattica?
    Un gruppo può coinvolgere intere classi o singoli gruppi di studio, esso rende possibile una più facile comunicazione e condivisione delle informazioni oltre che l’innesco di una pianificazione stimolante indirizzata al mutuo scambio di saperi (apprendimento cooperativo).
    L’insegnante può postare note e appunti, fornire mappe concettuali, indirizzare link di siti utili a temi di ricerca (ipertestualità);
    può selezionare, scaricare e postare video didattici a chiarimento degli argomenti trattati in aula (multimedialità);
    “linkare” software open source di video scrittura, fogli di calcolo e presentazione (open office), software per il disegno bidimensionale e tridimensionale (Wincad e Sketchup) utili anche per approfondire processi matematici e geometrici.
    Non ultima la possibilità di proporre attività diversificate per consentire anche agli studenti più deboli ad avvicinarsi al loro insegnante e comunicare con lui anche al difuori dell’orario scolastico.
    Carmine Petti

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  16. Ciao a tutti
    La mia scelta è basata sull’esperienza fatta da qualche anno come insegnante. In questo periodo, avendo una pagina su Facebook, è capitato spesso che gli alunni ha richiesto la mia ”amicizia”. Ovviamente la comunicazione è sempre stata limitata a saluti o a conversazioni di poco conto, solo raramente ci sono state richieste di chiarimenti su temi trattati in classe.
    Certo ho riflettuto spesso su come i social network hanno cambiato il modo di comunicare tra le persone e soprattutto tra i ragazzi e di quanto tempo passano su Facebook è per “postare” foto, video ed altro ancora, ma, almeno fino ad oggi, non ho mai pensato ad esso come risorsa didattica. A guardar bene gli studenti sono connessi costantemente alla rete, tramite il proprio PC o con lo smartphone, allora perché non pensare che questo canale comunicativo dalle indubbie attrattive ludiche e “identitarie”, così vicina a loro, possa diventare uno strumento utile per condividere informazioni e saperi, dove gli studenti possono interagire con i propri insegnanti? Quindi perché non pensare di creare un “gruppo” per la didattica?
    Un gruppo può coinvolgere intere classi o singoli gruppi di studio, esso rende possibile una più facile comunicazione e condivisione delle informazioni oltre che l’innesco di una pianificazione stimolante indirizzata al mutuo scambio di saperi (apprendimento cooperativo).
    L’insegnante può postare note e appunti, fornire mappe concettuali, indirizzare link di siti utili a temi di ricerca (ipertestualità);
    può selezionare, scaricare e postare video didattici a chiarimento degli argomenti trattati in aula (multimedialità);
    “linkare” software open source di video scrittura, fogli di calcolo e presentazione (open office), software per il disegno bidimensionale e tridimensionale (Wincad e Sketchup) utili anche per approfondire processi matematici e geometrici.
    Non ultima la possibilità di proporre attività diversificate per consentire anche agli studenti più deboli ad avvicinarsi al loro insegnante e comunicare con lui anche al difuori dell’orario scolastico.
    Carmine Petti

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  17. Salve a tutti!!!
    Non c’è modo migliore di rendere una disciplina interessante se non quella di renderla viva agli occhi degli studenti e quindi più vicina alla realtà. Con questo obiettivo ho raccolto alcune fonti web utili per la didattica delle materie scientifiche, nonché per l’auto-apprendimento e il rafforzamento delle competenze da parte degli studenti. Ecco quindi alcuni link interessanti che si possono utilizzare per far lavorare i ragazzi, a casa o in classe, per lezioni su una Lim o con un videoproiettore. Per quanto riguarda la mia classe di concorso A058, scienze e meccanica agraria, una risorsa utile è www.canopyintheclouds.com/, che permette di esplorare la foresta tramite viste panoramiche a 360° ricche di hotspot video e immagini d’approfondimento. La spendibilità in classe di questa risorsa è data dalla presenza di materiali utili per l’insegnante divisi in lesson plan tematici composti da schede didattiche, worksheet e prove di valutazione. Una delle risorse digitali trasversali che ritengo interessante segnalare è invece www.phet.colorado.edu/it/, un sito di simulazioni online gestito dall’Università del Colorado grazie al quale, attraverso simpatici giochi, si possono manipolare in prima persona alcune tra le più importanti leggi scientifiche che regolano il mondo. Sul sito sono presenti simulazioni di processi biologici, chimica, fisica, scienze della terra, matematica, meccanica. Sono tutte disponibili gratuitamente sul web, possono essere eseguite online o scaricate sul proprio pc. Uno dei principali obiettivi di Phet è fornire agli studenti un ambiente esplorativo aperto, dove possono cimentarsi con le scienze come se fossero veri scienziati. Per assicurare l’efficacia e l’usabilità educativa, tutte le simulazioni sono ampiamente collaudate e valutate. Questi test includono interviste agli studenti sull’utilizzo della simulazione in diversi contesti: lezioni, gruppi di lavoro, compiti a casa e attività in laboratorio. Io le utilizzerei in classe per descrivere efficacemente un sistema dinamico agli studenti, con l’obiettivo di coinvolgerli e mostrare loro aspetti dell’apprendimento fino ad ora quasi impensabili. Credo che questi due siti siano un ottimo strumento di supporto allo studio e di approfondimento per i ragazzi e un buon modo per l’insegnante di essere aggiornato ed avere nuovi spunti per lezioni diversificate.
    Maurizio D'Amico A058

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  18. Una risorsa digitale molto utilizzata dai docenti e dagli alunni della scuola media di primo grado è “GeoGebra”, reperibile al seguente link: https://www.geogebra.org.
    È un software matematico, multipiattaforma e open source, scaricabile gratuitamente per un uso non commerciale su pc e tablet. Si differenzia da altri software matematici per la sua immediatezza. Grazie alla sua chiara e accattivante interfaccia grafica non è necessario conoscere alcun linguaggio di programmazione e il suo utilizzo è facilmente intuibile già dalla prima volta che se ne fa uso. Questa caratteristica non deve, però, portare a sottovalutare le sue forti potenzialità.
    È un programma di geometria dinamica dedicato all'insegnamento e all'apprendimento della matematica a tutti i livelli. Esso permette di eseguire la costruzione di punti, vettori, segmenti, rette, poligoni, circonferenze, coniche, angoli e la rappresentazione di trasformazioni geometriche come ad esempio la simmetria assiale, centrale, la rotazione e altre funzioni che possono essere modificate in tempo reale. Il programma arriva anche a trattare argomenti molto più complessi come il calcolo di derivate e di integrali.
    GeoGebra, essendo una risorsa interattiva e dinamica, è un valido strumento di supporto all'insegnamento dell'algebra e della geometria intuitiva. Infatti, dà l'opportunità all'insegnante di poter trattare gli argomenti di matematica da un punto di vista accattivante, catturando più facilmente l'attenzione degli alunni e sollecitando il loro interesse e la loro partecipazione.
    Se si crea, poi, una piattaforma online, intesa come una classe virtuale, gli alunni possono condividere i propri lavori caricandoli anche da casa. Ciò, non solo ha il vantaggio di ottimizzare i tempi di correzione da parte dell'insegnante, che non sottrae così molto tempo alla lezione in aula e può discutere sugli errori più frequenti fatti dagli alunni, ma dà anche l'opportunità agli studenti di potersi confrontare e di poter applicare nell'immediato i concetti appresi teoricamente.

    Mariaconcetta Pietrunti - A059

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  19. La risorsa digitale utilizzabile nell'attività di insegnamento che vi segnalo è Cmap.
    Cmap è un software molto semplice che permette di creare mappe concettuali facilmente utilizzabile da studenti e insegnanti. Il programma permette di "agganciare" ai singoli concetti risorse come immagini, file audio, pagine web e altre mappe, costituendosi come un prodotto ipermediale navigabile in Internet, dove ogni mappa può diventare un forum con i vari fili di discussione ancorati ai nodi.
    Per effettuare il download del programma occorre registrarsi nella pagina http://cmap.ihmc.us/
    In generale, la mappa concettuale è probabilmente tra gli strumenti più utili a stimolare l’apprendimento in quanto l’alunno decide consapevolmente di mettere in relazione le nuove conoscenze con quelle già in suo possesso.
    Il software Cmap permette, mediante la realizzazione di mappe concettuali, la collaborazione tra gli utenti con l'utilizzo di strumenti sincroni che consentono la collaborazione simultanea e prevedono l'interazione diretta (chat), e strumenti asincroni che consentono, invece, una collaborazione in tempi diversi. In riferimento ai primi, due o più utenti condividono la stessa mappa, comunicano tramite una chat e ciascuno può tempestivamente apportare delle modifiche visibili agli altri utenti. Per quanto concerne gli strumenti asincroni, essi non prevedono la simultaneità nella collaborazione: ogni utente lavora separatamente alla propria mappa e poi condivide il proprio lavoro con gli altri mediante strumenti forniti dal software, cioè i "fili di discussione"che sono ancorati ai nodi della mappa e le "annotazioni".
    Grazie anche all'utilizzo di Cmap, la mappa concettuale diventa uno strumento utile sia agli insegnanti che agli studenti. Gli studenti partecipano attivamente alla creazione delle mappe concettuali mediante operazioni mentali complesse: selezionare, collegare, mettere in relazione nuove conoscenze. La mappa concettuale, inoltre, aiuta a mettere a fuoco le idee chiave e suddividere le informazioni principali da quelle secondarie.
    Gli insegnanti, invece, utilizzano la mappa concettuale per organizzare e scegliere insieme agli studenti i percorsi da seguire, e, allo stesso tempo, la utilizzano come strumento per la programmazione con gli altri docenti. Poiché la mappa concettuale è proprio la visualizzazione delle relazioni tra i concetti memorizzati nella mente e l'organizzazione gerarchica degli stessi, allora essa serve anche al docente per valutare, identificare le conoscenze pregresse degli studenti, rendersi conto se lo studente ha capito oppure ha interpretazioni sbagliate sui concetti appresi.
    In una futura attività di insegnamento utilizzerei Cmap per realizzare mappe concettuali insieme ai miei studenti. Innanzitutto, dividerei la classe in gruppi e chiederei ad ogni gruppo di realizzarne una avente lo stesso argomento, in modo anche da far emergere da un lato la capacità di ogni componente di cooperare e, dall'altro la capacità di alcuni di coinvolgere i compagni.
    Una volta elaborata da ciascun gruppo una mappa concettuale farei una verifica orale dove io docente scelgo l'alunno da interrogare, il gruppo "antagonista" sceglie le domande da sottoporre all'alunno scelto che deve, in ultimo, rispondere alle domande previa consultazione con il gruppo di appartenenza.
    Considero questo metodo molto utile per stimolare la discussione, favorire l'interazione tra i componenti e definire eventuali approfondimenti sul lavoro svolto. In questo modo la verifica non viene effettuata solo dal docente, ma anche dagli alunni stessi perché i gruppi si confrontano esaminando le varie mappe prodotte, ponendo domande di chiarimento e rispondendo alle domande rivolte dai compagni.

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  20. Tra le molteplici risorse digitali oggi presenti, utili ai fini dell’apprendimento e del monitoraggio dell’attività fisica, ritengo un’applicazione valida e di semplice utilizzo il programma Runtastic. Runtastic è reperibile sia nei Play Store per smartphone con sistema Android che per iphone. L’applicazione presenta due versioni, una a pagamento (runtastic pro) e una versione gratuita che ovviamente ha delle funzionalità di base.
    La risorsa digitale prevede il monitoraggio di parametri inerenti un allenamento sportivo. Sono circa cinquanta le discipline sportive presenti e che si possono selezionare all’interno dell’applicazione. Se dovessimo impostare ad esempio la corsa, i parametri di riferimento che l’applicazione ci evidenzia sono: la distanza, la durata, le calorie, il ritmo medio e con l’ausilio della fascia cardiaca anche la frequenza cardiaca. Inoltre, con il sistema GPS integrato nello smartphone il programma consente di visualizzare la località, il percorso effettuato, nonché la segnalazione dei tratti in cui si è andati più o meno veloci evidenziandoli con colori differenti. Al termine della sessione di allenamento, il programma predispone un diario virtuale in cui è possibile annotare attraverso delle emoticon le sensazioni e lo stato fisico dell’intero allenamento, la possibilità di scattare foto, aggiungere note e identificare la tipologia del percorso (città, varie, sentiero, fuori strada, spiaggia). La funzione del diario è molto utile perché archivia automaticamente in memoria tutte le sedute, pertanto in qualsiasi momento sarà possibile risalire a sessioni di allenamento datate e tutti i parametri relativi alla stessa, in tal modo sarà facile evidenziare se vi siano stati dei progressi. Dopo aver completato la compilazione del diario, l’applicazione permette di pubblicare l’intero allenamento su diversi social network come Facebook e Twitter per condividere e far sapere a tutti gli amici il training svolto.
    Nell’ambito scolastico Runtastic a mio parere potrebbe rivelarsi come una risorsa utile ai fini didattici in quanto con questa semplice risorsa digitale e la guida attenta da parte del docente della materia, sarà possibile effettuare una pianificazione dettagliata delle sedute di allenamento, rispettando i principi scientifici e gli obiettivi da perseguire per il singolo alunno, per poi raccogliere e confrontare i risultati delle diverse sedute per valutare l’efficacia dell’allenamento ed eventualmente apportare delle modifiche al programma stesso. Le sedute di allenamento si potrebbero effettuare anche nelle ore extrascolastiche incentivando in tal modo i discenti a praticare più ore di attività fisica e non limitarsi alle pochissime ore curriculari.

    Russo Gianluigi AC02

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  21. In riferimento alla mia classe di concorso AC02 propongo una app facile da reperire on line. Basta inserire la dicitura su un qualsiasi motore di ricerca per installarla su pc o ricercarla su play store per quanto riguarda tablet e smartphone.
    La versione gratuita di "kal virtual trainer" è una fonte di consultazione interattiva e uno strumento per lo studio.
    Comprende esercizi di ginnastica dimostrati con video ad alta risoluzione e correlati da istruzione di esecuzione molto chiare. Si ha la possibilità di cliccare su un qualsiasi esercizio e vederne il livello, le attrezzature e sopratutto i muscoli che esso utilizza; il virtual trainer guiderà vocalmente la giusta esecuzione dello stesso.
    Questa applicazione è perfetta per gli insegnanti, in quanto fornisce la possibilità di mostrare agli studenti aree dettagliate del corpo umano, li aiuta ad illustrare e spiegare i muscoli e la loro funzionalità. È da ritenersi una app trasversale utilizzabile da insegnanti di educazione fisica e insegnanti di scienze.
    A livello didattico può essere utilizzata per anticipare la lezione pratica, andando a spiegare e visualizzare una serie di esercizi da effettuare successivamente. Questa fase può essere svolta in classe usufruendo di una LIM oppure direttamente a casa dai ragazzi utilizzando uno smartphone o tablet.

    Rossi Cristiano AC02

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  22. Giovanni D’abramo
    AC02


    Le risorse digitali ai fini didattici nella scuola, sono sicuramente un mezzo importante per l’istruzione presente e futura dei nostri alunni, soprattutto ora che la tecnologia rappresenta un bisogno primario per gli adolescenti. Le tecniche d’ istruzione e di insegnamento tecnologico possono suscitare discrete risposte nei ragazzi grazie alla padronanza che gli stessi hanno con smartphone, tablet, pc ed internet in generale. Per quanto riguarda l’ educazione Fisica devo dire che di applicazioni interessanti ce ne sono tante e anche utili; dalla più semplice App per la corsa di resistenza che rileva ( tempo, distanza percorsa, battito cardiaco, calorie etc. ), si passa ad altre più complesse che possono videoregistrare l’azione motoria di un alunno e poi tramite lo slow-motion ( una sorta di rallenty-replay ) far rivedere e quindi correggere il movimento errato del ragazzo. La mia attenzione però si è soffermata su una risorsa digitale chiamata Rachi-Out, che è l’ APP per la ginnastica posturale. Il Rachi-out consiste in un percorso di dieci video lezioni di ginnastica posturale per la rieducazione della postura e il recupero del benessere fisico. Le lezioni, sono guidate da un’ istruttrice che illustrerà gli obiettivi degli esercizi e guiderà l’alunno nei movimenti da eseguire, naturalmente da casa. Ogni video lezione è composta da un obiettivo generale, dai singoli esercizi descritti in dettaglio e dalla lezione vera e propria, dove oltre la voce guida, ci sarà una musica che accompagnerà l’ allievo durante lo svolgimento degli esercizi. Le lezioni singole o il pacchetto completo si trovano sul sito rachi-out.com, mentre l’APP vera e propria per i-phone e android, si può scaricare gratuitamente e permette di seguire le lezioni direttamente sul proprio smartphone. Il sito e l’applicazione sono sviluppate da Rita Rossi, ex studentessa ISEF, insegnante di educazione Fisica con laurea in Pedagogia. Ai fini didattici trovo questa risorsa molto costruttiva, in quanto gli esercizi per la postura, soprattutto in età adolescenziale e di sviluppo fisico, sono di fondamentale importanza. Infatti, tramite semplici esercizi che stimolano prima, e sciolgono e decontraggono poi, i tratti cervicale, dorsale e lombare della colonna, è possibile migliorare la propria postura. Se gli esercizi saranno eseguiti con continuità ed impegno, l’alunno ne trarrà giovamento, soprattutto dal punto di vista delle curve patologiche del rachide, come la scoliosi, o ancor di più cifosi e lordosi. L’ insegnante , nel frattempo potrà creare una piattaforma o uno spazio digitale di classe, nel quale inserire immagini o video degli esercizi più interessanti svolti dagli alunni ed i risultati ottenuti. Sulla piattaforma stessa saranno inseriti anche i punteggi delle altre prove fisiche, ( corsa di resistenza , velocità, salto in lungo ), in modo che i ragazzi possano essere anche motivati a far meglio in base ai risultati dei compagni. Naturalmente consigliando questa applicazione agli alunni, l’ insegnante prova a fare della prevenzione, anche al di fuori dell’ orario scolastico, proprio per evitare che i ragazzi incorrano nei cosiddetti paramorfismi e dimorfismi della colonna. Inoltre può essere vista anche come una risorsa trasversale, in quanto gli allievi anche durante tutte le altre ore disciplinari in cui sono seduti sulle sedie e appoggiati ai loro banchi, grazie alle nozioni ricevute e agli esercizi svolti, assumeranno una postura più consona in maniera naturale.

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  23. Durante il percorso scolastico è fondamentale proporre un tipo di risorsa digitale che offra la possibilità di una spiccata interattività da parte non solo del docente, in modalità di lezione frontale, ma anche degli studenti, attraverso lezioni interattive e attività di verifica. Un’applicazione informatica come “Coach’s Eye” rappresenta uno strumento utile per l’insegnamento dell’educazione motoria. Coach’s Eye possiede un semplice registratore video che ti permette di catturare il movimento e l’azione di un singolo atleta o di una squadra. Successivamente è possibile scorrere la clip registrata, trovare i punti interessanti e analizzare la scena fotogramma per fotogramma. Inoltre esiste la possibilità di sovrascrivere e sovrapporre linee, curve e commenti audio. L’insegnante, proponendo il video registrato, può rallentarlo per offrire il commento verbale e visivo sulla forma, la tecnica o qualsiasi altro elemento interessante come la ricerca di imperfezioni ed errori da correggere. I filmati possono essere utilizzati dall’insegnante come base per la spiegazione in classe e rappresentare un ausilio importante per migliorare l’allenamento degli studenti, consigliando le migliori tecniche dei giochi individuali e di squadra. Inoltre rappresentano uno strumento di apprendimento di grande efficacia per alunni che presentano bisogni educativi speciali, poiché sostituiscono al testo scritto l’uso dell’audio e delle immagini, creando un’attività di studio coinvolgente e capace di catturare l’attenzione, favorendo l’apprendimento e la memorizzazione dei contenuti.
    Anna Cerbaso ACO2

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  24. Ripercorrendo a ritroso il mio percorso di studi, uno delle più grandi difficoltà che da sempre ho riscontrato è quella di trovare le giuste interazioni e i più opportuni collegamenti, non solo tra i diversi argomenti di una stessa disciplina, ma anche tra discipline diverse. Ecco perché fin da piccola ho sempre schematizzato ciò che studiavo cercando di trovare il giusto filo logico tra i diversi contenuti in esame e ottenendo quasi sempre ottimi risultati nell’apprendimento. Per questo secondo me particolarmente utile nell’insegnamento è la creazione di mappe concettuali riassuntive ed esplicative. Si tratta, di un efficace metodo di rappresentazione grafica delle informazioni, attraverso il quale, partendo da un’idea centrale si possono riorganizzare le proprie conoscenze attraverso collegamenti sia gerarchici che trasversali che consentono di individuare le relazioni esistenti tra i vari concetti e di organizzare gli stessi in modo chiaro e corretto.
    Le mappe concettuali rappresentano quindi uno strumento votato alla creatività, alla memorizzazione, all’annotazione in chiave personale. Ritengo pertanto che, nelle mani di un bravo insegnante, tali mappe, rappresentino un mezzo in grado di favorire nell’alunno un apprendimento significativo, volto cioè alla comprensione delle cose, contrapposto all'apprendimento meccanico, che si fonda invece, sull'acquisizione mnemonica.
    A tal proposito, una risorsa digitale molto utile per l’insegnamento nelle scuole è Xmind. Si tratta di un programma per la realizzazione di mappe concettuali, piuttosto semplice da utilizzare e provvisto di tutte le funzioni che ci si aspetterebbe da un software del genere con inoltre la possibilità di personalizzare ogni mappa in svariati modi, aggiungendovi immagini ed allegati, ma soprattutto cambiandone totalmente il layout in pochi secondi. Un grande vantaggio di XMind è dato poi dal fatto di poter di creare un account gratuito online e condividere le proprie mappe concettuali con gli altri incorporandole in blog e siti Internet. Non necessita di installazioni per poter funzionare e può essere facilmente scaricato al seguente link: http://www.xmind.net/.
    I software per la realizzazione di mappe concettuali sono davvero tanti ma la scelta è ricaduta su Xmind perché rappresenta, a mio parere, un giusto compromesso tra professionalità e semplicità e adatto quindi a diverse tipologie di utenze. Inoltre è molto trasversale, si può, infatti, scegliere di partire sia da un foglio in bianco e quindi realizzare una mappa concettuale a proprio piacimento, sia da pagine già impostate con diverse tipologie di mappe. Potrebbe essere utile, per esempio, partire con la “to do list” (lista di azioni), uno schema semplice con il quale realizzare un elenco di argomenti che si vuole trattare. Ogni voce può essere poi spuntata man mano che l’argomento viene svolto ed è possibile indicare anche la percentuale trattata di quell’argomento. Si può utilizzare poi anche il classico diagramma di flusso utile per esempio in chimica per la descrizione di un’esperienza di laboratorio e, in tecnologia per descrivere un processo di produzione, o ancora la mappa linea del tempo particolarmente adatta nell’insegnamento della storia per meglio comprendere la sequenza temporale degli eventi, lo schema causa effetto utile in geografia e scienze per spiegare per esempio fenomeni naturali come l’effetto serra, i terremoti, la genetica. Infine, relativamente alla mia classe di concorso (A057 – Scienza degli alimenti) tale applicazione prevede anche una pagina pre-impostata dove poter schematizzare una dieta personalizzata. Inoltre seppur l’impostazione del software è in italiano, gli esempi sono in inglese e ritengo quindi potrebbe essere un mezzo utile anche per favorire l’acquisizione di un più ampio vocabolario della lingua inglese.
    Manuela Oriente (TFA – Classe A057)

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  25. XERTE ed il Learning Object.
    Xerte è un software sviluppatore open source per la creazione di oggetti didattici.
    E’ stato sviluppato dall’Università di Nottingham in Gran Bretagna ed è gratuitamente scaricabile dal link http://www.nottingham.ac.uk/xerte/ (fa sorridere il fatto che un open source sia stato creato nelle terre di Robin Hood).
    Attraverso di esso si possono realizzare risorse educative digitali con tanto di immagini, video ed interazioni con i fruitori che nel nostro caso potrebbero essere gli studenti. Permette inoltre di inserire dei veri e propri oggetti di verifica, a conclusione dell’esposizione dell’oggetto didattico. Il risultato consiste nella creazione di frammenti di sapere che nell’insieme possono costituire un’unità d’apprendimento. Xerte permette di creare facilmente oggetti didattici multimediali in formati riproducibili facilmente sul web ed eseguibili da tutte le tipologie di sistemi operativi mediante il semplice formato Flash Player, e con i criteri di accessibilità, usabilità e ri-usabilità. Questo permette una trasversalità di utilizzo assoluta.
    La schermata iniziale del software si presenta sulla sinistra con un banale schema ad albero che guida durante la strutturazione dell’oggetto didattico, oltre che una serie di icone che ci permettono di lavorare e creare le pagine ed inserire i contenuti richiesti.
    Il software mette a disposizione pagine di template (tipo modelli di base) predefinite per tipologia, funzione e struttura, personalizzabili mediante l’inserimento di video, mappe da google, collegamenti ipertestuali, quiz interattivi etc.
    Secondo me Xerte ha due principali pecche: la prima è che al realizzatore dell’oggetto didattico, una volta create le pagine, occorreranno piccoli rudimenti di HTML per curarne l’editing e attribuire la formattazione desiderata, e ciò ne limita l’utilizzo; la seconda è che risente troppo del vincolo “open source” che non gli permette di sfruttare i vari Facebook o Google per ottimizzare e rendere più semplici l’iscrizione, l’accesso e l’utilizzo da parte dei fruitori.
    Infatti, la sostanziale differenza con il (secondo me) più evoluto Blendspace di cui ha parlato la collega Autore, è il fatto che non è stato ancora reso “social”.

    Xerte potrebbe essere utilizzato per realizzare mini corsi interattivi magari su determinati argomenti più complessi che potrebbero avere bisogno di approfondimenti e di un ascolto multiplo da parte dello studente. Potrebbe essere utilizzato anche per lasciare dei compiti a casa, da svolgere in maniera più piacevole o addirittura potrebbe essere lo strumento per svolgere compiti durante periodi di vacanze prolungate.
    A titolo di esempio, nell’ambito della classe di insegnamento Tecnologia non sarebbe male inserire, all’interno dell’oggetto didattico, delle immagini e/o video (magari già introdotte in classe mediante lezione frontale) che possano illustrare un esempio di processo di estrazione di una qualsiasi materia prima. Lo si potrebbe fare arricchendolo mediante collegamenti ipertestuali a risorse esterne implementabili mediante connessione web. Lo studente potrebbe quindi, da solo o in gruppi eterogenei, visionare i contenuti multimediali caricati sul web (il numero di volte necessario al’apprendimento specifico del singolo) e poi affrontare gli strumenti di valutazione inseriti nello stesso Learning Object mediante test a risposta multipla o quesiti di apprendimento a risposta aperta.
    Si potrebbe addirittura utilizzare il “mattoncino” dell’insegnamento di tecnologia per l’interconnessione con altre materie legandole tra esse in maniera multidsciplinare.
    Ribadisco la pecca dell’assenza di possibile utilizzo di Facebook (o altri social) all’interno della stessa risorsa Xerte, si dovrà aimè ricorrere a stratagemmi meno ordinati come condivisioni e pubblicazioni on line.
    Emanuele Luciani A033

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  27. Nell’ambito della mia classe di concorso (AC02), le risorse digitali potrebbero essere utili sia per conoscere meglio il corpo umano, sia per aiutare coloro che hanno trascorso e che trascorro tutt’ora una vita sedentaria, avendo di conseguenza poche conoscenze sull’importanza del corretto movimento e delle sue tante sfaccettature. Dico potrebbero perché la tecnologia, che ormai ha ipnotizzato la nuova generazione, può garantire quello stimolo, che oggi a loro spesso manca, necessario per affrontare e superare qualsiasi ostacolo come la pigrizia, la sedentarietà e le scarse conoscenze culturali.
    Per questo propongo un’ app che si andrebbe perfettamente ad integrare con la parte teorica in primis, per una conoscenza a 360° del corpo umano (ossa, muscoli, tendini, articolazioni, organi, ecc…), e poi con la parte pratica da svolgere in palestra. Pertanto l’ideale sarebbe dimostrare cosa eseguire e come farlo, sulla base del fatto che ogni forma di movimento , per essere compresa a pieno, precluda una buona conoscenza dell’anatomia perché secondo me , la teoria senza la pratica è inutile, ma la pratica senza la teoria è dannosa.
    Di conseguenza si andrebbe ad arricchire una sfera culturale che determinerebbe nell’allievo lo sviluppo delle conoscenze, intese come abilità e competenze.
    Questa applicazione si chiama ENCICLOPEDIA dell’ANATOMIA – FREE progettata per iPhone e iPad, si scarica gratuitamente dall’ App Store e presenta una descrizione dettagliata e semplificativa, attraverso immagini e termini appropriati, di tutto il corpo umano e quindi dei vari apparati (locomotore, cardiovascolare, respiratorio, digerente, ecc…). L’App può essere utilizzata come studio in qualsiasi momento e luogo, per approfondire ciò che è stato trattato a scuola e senza il bisogno di avere con se i libri. In più gli argomenti che vengono trattati possono interagire anche con altre materie, come ad esempio Scienze e Biologia (nello studio specifico del corpo umano e le parti che lo compongono esempio “la cellula”), Fisica ( nello studio dei principi e delle leggi fisiche relative al verificarsi di un determinato movimento esempio “le leve” ) , lingua straniera ( al fine di arricchire la terminologia delle parti del corpo umano utilizzando la lingua straniera).
    Detto ciò, concludo dicendo che, a prescindere dal possedere o meno un iPhone, un iPad, uno smartphone o una wii , l’impiego della tecnologia è un valido strumento di approfondimento e pertanto ne approvo e sostengo l’impiego in ambito didattico, purché questo resti solo un ulteriore vantaggio a supporto dello studio ma mai il principale elemento di formazione di un individuo.

    Preziosi Emiliano AC02

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  28. Diverse sono le risorse tecnologiche che possono essere utilizzate nell’attività di insegnamento delle scienze motorie o educazione fisica:
    - Video: per analizzare i gesti tecnici, la corretta esecuzione di movimenti e le tattiche di gioco, oppure per visionare filmati sulla trasmissione di alcuni valori dello sport (integrazione, fair play, rispetto,…) e/o sul funzionamento di alcuni organi e sugli effetti negativi di alcune sostanze (alcool, fumo, droghe, scorretta alimentazione,…);
    - Motori di ricerca: che permettano di effettuare ricerche per approfondire degli aspetti di argomenti trattati in classe;
    - Blog o piattaforme: su cui condividere e scambiare opinioni;
    - Applicazioni: legate alla pratica sportiva e a tutto ciò che ruota attorno ad essa (fisiologia, anatomia, nutrizione, fisica,…).
    Credo che la cosa migliore sia utilizzare le varie risorse in modo alternato e appropriato, in base agli argomenti trattati e alle attività svolte. Ciò permetterebbe di mantenere sempre vivo l’interesse dei ragazzi stimolandoli ad una partecipazione più attiva.
    Appartenendo ad una classe di concorso riguardante una disciplina prevalentemente pratica (AC02) e rivolta ad un pubblico sempre meno in movimento e più legato alla tecnologia, ho scelto una risorsa digitale legata più alla pratica che alla teoria.
    L’applicazione che mi è particolarmente piaciuta è “Sports Tracker”, una App per le prestazioni sportive reperibile gratuitamente nel playstore di tutti gli smartphone oppure on line su www.sports-tracker.com.
    Sports Tracker permette di: monitorare e analizzare le proprie prestazioni ed i propri progressi; salvare tutti i dati dell’allenamento in un diario personale; tenere traccia di tutti gli aspetti (calorie bruciate, velocità media durante l’allenamento e altitudine; utilizzare le mappe, il tempo ed il calcolo della distanza; ricevere un feedback vocale durante l’allenamento; condividere i dati dell’allenamento e le foto con altre persone che utilizzano l’app su sports tracker, face book e twitter; vedere i profili degli amici e commentare i loro allenamenti e foto; esplorare l’ambiente scoprendo nuove strade, percorsi e avventure.
    È possibile scegliere tra tantissime attività: corsa, camminata, ciclismo, escursione, sci, nuoto, sport con la palla, arrampicata, fitness,e tante altre. In questo modo è possibile coinvolgere tutti gli alunni in base all’attività che viene svolta in palestra oppure formando dei gruppi in base alla disciplina per la quale si ha una maggior propensione. Potrebbe essere questo, secondo me, un modo stimolante per dare il via a delle sfide di diversa difficoltà ( con se stessi e con i compagni) sia nell’orario scolastico, e quindi nell’ora di scienze motorie, sia al di fuori di esso.
    Una volta raccolti i dati, periodicamente potrebbero essere utilizzate le ore di lezione frontali, e/o ore extrascolastiche, per analizzare le singole prestazioni, i progressi dei vari alunni e mettere magari a confronto le diverse tipologie di allenamento.
    Oltre alle scienze motorie, in base alla disciplina scelta, questo programma potrebbe coinvolgere anche materie quali la matematica ( produzione di grafici, calcolo della media, ecc), la geografia (utilizzo delle mappe, studio dell’altitudine, ecc) e la fisiologia (studio dei cambiamenti a livello metabolico).

    Claudia Colagiovanni AC02

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