Come concordato a lezione la prima attività prevede due passaggi.
A. Il primo passaggio consiste nel presentare le proprie pratiche di uso della rete. Per facilitare il lavoro vi propongo di usare la scala Forrester che distingue sei possibili usi:
1. Creatori quelli che pubblicano on line creando blog, pagine web...
2. Partecipanti critici che commentano (come voi in questo blog...) e discutono on line
3. Partecipanti collezionisti che collezionano contenuti di vario genere
4. Partecipanti che usano social network (es: facebook)
5. Lettori simpatizzanti che leggono, sentono e visionano contenuti on line
6. Inattivi
Lo schema mi sembra utile. Lo considerate valido? In quale livello vi riconoscete?
B. Tanti di voi già insegnano e tutti insegnerete presto. Come pensate di utilizzare (o come utilizzate) le risorse digitali in generale e la rete in particolare?
Vi invito a rispondere utilizzando un unico commento per entrambi i passaggi. Vi ricordo che è opportuno che i commenti siano riconoscibili inserendo none e cognome alla fine del commento.
Ricordo che a questa attività vengono imputate sei ore di lavoro.
La scadenza è fissata per le 24 del 21 aprile (segnalo sin da ora che il 16 aprile mi sarà impossibile tenere la lezione che sarà rimandata)
Un augurio di buona Pasqua a voi e a tutti i vostri cari!
fb
Salve!
RispondiEliminaNon conoscevo la scala Forrester ma la trovo molto utile perchè permette di riconoscersi in uno o più livelli rispetto alle proprie conoscenze ed uso di internet e inoltre delinea un filo conduttore del passaggio e della crescita delle nuove tecnologie.Personalmente mi ritrovo in tutte le prime 5 poichè gestisco delle pag in un Social Network,utilizzo quotidianamente social e partecipo attivamente a blog e pagine di cultura generale,di sport,moda,medicina,quindi collegati ai miei interessi più disparati.Per motivi di lavoro scarico musica e utilizzo programmi o App che mi permettono di mixarla a mio piacimento;sono appassionata di foto quindi sono sempre alla ricerca di nuove App per la fotografia.Utilizzo internet per leggere news quotidiane,aggiornarmi ed informarmi oppure per studio e/o ricerche.
Sperando di insegnare presto,credo che le nuove risorse digitali e internet entreranno sempre più nel nostro mondo e quindi per forza di cose anche nel mondo scolastico,nonché in quello di tutti i giovani studenti e questo è un bene poichè permette di velocizzare e ampliare meccanismi di segreteria,insegnamento ma anche di crescita dei ragazzi data la presenza continua di maggiori risorse a portata di mano...Ma come ogni cosa, anche in questa credo il troppo storpia,infatti come già esposto a lezione,credo che i ragazzi,incapaci alla loro età di mettere un freno a questo uso che spesso cade in una vera e propria dipendenza,si leghino troppo ai social e sempre meno tra di loro,tutte queste tecnologie forse comporteranno una maggiore percentuale di persone solitarie e incapaci di intraprendere rapporti interpersonali,fondamentali soprattutto durante la scuola.Parlando del mio mondo,cioè quello delle Scienze Motorie, credo che la tecnologia in età adolescenziale soprattutto,possa comportare ferite nel nostro insegnamento poichè i ragazzi legati al proprio iPhone o Tablet avranno sempre meno voglia di mettersi in gioco e di praticare un qualsiasi sport,proprio a partire dall'Educazione Fisica nella scuola e questo ovviamente comporterà una maggiore sedentarietà con tutte le conseguenze del caso,anche patologiche,oltre che ragazzi goffi ed incapaci di tirare anche un semplice calcio ad un pallone.Non ci resta che sperare nella buona educazione da parte delle famiglie nel moderare uso ed abuso delle nuove tecnologie.
A mio parere nel mondo dell'educazione fisica le risorse digitali potrebbero essere impiegate tramite nuove App per gestire ed organizzare meglio l'allenamento,un esempio potrebbe essere un App utilizzata per il Crossfit così da proporre anche una attività innovativa e all'avanguardia ai ragazzi. Altri modi per inserire le risorse digitali credo siano blog e siti web legati al mondo dello sport,magari specifici per la loro fascia di età,da proporre ai ragazzi per interagire e raccontarsi tra loro e soprattutto per informarsi su argomenti legati alla lezione spiegata in aula durante l'ora di educazione Fisica così da raccontare e approfondire in classe a modi dibattito per garantire lo scambio di opinione e conoscenza tra i compagni e con l'insegnante.Altri esempi da poter utilizzare credo siano video e film che ripercorrano la vita di grandi atleti e quindi la storia dello sport,esempio da poco visto nelle sale "Unbroken" che racconta la vita di un grande atleta come Louis Zamperini.
EliminaBuon Pomeriggio.
RispondiEliminaUtilizzo la rete in maniera intensiva. La maggior parte del tempo è dedicata all’apprendimento tramite piattaforme e-learming e attraverso la ricerca di documenti che colleziono per approfondimenti su un argomento. Sono utente attivo di social network nel quale mi piace esprimere le mie idee, commentare le opinioni su temi di interesse (lavoro, società, cultura, sport e musica), e ricevere aggiornamenti su notizie. Non avevo sentito parlare della scala Forrester e la considero un buon metodo per classificare gli utenti in base al loro utilizzo della rete. Io mi riconosco nei livelli dal 2 al 5. Il passo successivo, come la scala suggerisce, è la creazione di un blog. Considero questa attività, un obiettivo a breve termine e mi propongo di creare un blog per fini didattici.
Le tecnologie dell’informazione sono diventate strumento indispensabile per l’insegnamento. Sono favorevole al loro utilizzo perché grazie ad esse è possibile veicolare molte più informazioni e, spesso, con maggiore efficacia, rispetto alle modalità di insegnamento tradizionali. La riproduzione di file multimediali, per esempio, può far comprendere meglio alcuni aspetti di un argomento, e stimolare curiosità e pensiero critico dello studente. Userei per esempio un social network per condividere con la classe un file multimediale, e chiederei di riflettere su ciò che hanno visto e scriverlo. La discussione continuerebbe in classe seguita da approfondimenti. E’ importante però, non esagerare nell’uso di tecnologie quando non sono indispensabili, perché si corre il rischio di ridurre pericolosamente la relazione verbale tra studenti, e tra studenti ed insegnate. Quindi bisogna programmare le attività da svolgere, bilanciando attività tradizionali (lavori di gruppo, lezione frontale, laboratori, ecc) con attività che richiedono l’uso di strumenti informatici (piattaforme di e-learning, file multimediali, social network). Utilizzerei piattaforme di e-learning, appositamente create per ogni classe di studenti, nelle quali posso progettare un percorso di apprendimento specifico, fruibile sempre, e che consenta di scambiarsi opinioni e suggerimenti su temi di studio (attraverso forum), tra studenti e insegnante. Trovo questa modalità di apprendimento molto utile per approfondire e per chiarire argomenti trattati in classe e per avere feedback sull’apprendimento e il modo di insegnare.
Sebastiano Cassetta
Sono d'accordo al 100% con Sebastiano sul fatto che le risorse digitali sono ormai strumenti indispensabili per l'insegnamento. Siamo nel 2015!!
EliminaSalve a tutti
RispondiEliminaIl mio utilizzo della rete può definirsi “ normale “, nel senso che navigo la maggior parte del tempo come lettore simpatizzante dei più disparati siti, un po’ tutti quelli che attirano la mia curiosità. Naturalmente ricerche per studio, mail e programmi per lavoro, occupano buona parte della navigazione. In più social network e download vari di musica e film occupano il mio tempo libero. A tal proposito dovendomi collocare all’ interno della scala Forrester , credo di far parte dei livelli 3, 4 e 5. In effetti non conoscevo questo schema, ma penso sia abbastanza utile proprio per far capire ad ognuno che tipo di uso fa della rete, e in più dà anche spunto per un eventuale futura integrazione nei livelli in cui ancora non ci si riconosce. Per quanto riguarda il discorso lavorativo e quindi dell’ insegnamento, penso che le tecnologie , ma in generale il mondo di internet, siano molto utili ai fini dell’ istruzione degli alunni. Sono favorevole infatti alla visione di file multimediali, video o film, che nel mio caso riguarderebbero lo sport, e anche alla ricerca on line da parte degli alunni stessi di materiale interessante, oggetto poi di approfondimento e discussione con l’ insegnante e i compagni. Favorevole a blog o forum di classe dove potersi confrontare e chiedere informazioni, riguardanti per esempio i compiti a casa o le lezioni perse per assenze. Sono meno propenso all’ utilizzo di attività di classe tramite social network, ad esempio facebook, perche non lo ritengo ancora un “ luogo” sicuro. Anche nella mia breve esperienza di insegnante supplente, ho notato che la visione di filmati riguardanti l’ argomento svolto nel periodo, riscuote successo, così come lavori di gruppo tramite ricerche sul web, esaltano le loro qualità proprio per il forte legame che c’è oggi tra gli adolescenti e la rete.
Giovanni D’Abramo
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RispondiEliminaVolendo descrivere le mie pratiche d'uso della rete e seguendo come indicatore la valida scala Forrester, mi definirei uno sporadico partecipante critico e un lettore simpatizzante, in quanto mi interesso dei vari argomenti che vengono affrontati in rete. Mi riferisco soprattutto ai social network, strumento senza il quale sembra essere tagliati fuori dalla società e poco “alla moda”. Apro quasi quotidianamente pagine di giornali online e siti riguardanti il mondo della scuola, che trovo molto utili per le informazioni in essi contenute. Infatti, la moltitudine d'informazioni che troviamo giornalmente può disorientarci, da un lato, ed essere d'aiuto, dall'altro. Penso, ad esempio, all'ambito scolastico, in particolare alla presenza della LIM in classe. La lavagna interattiva multimediale è un forte strumento di supporto educativo, per mezzo del quale far avvicinare i ragazzi al mondo tecnologico e sfruttare le potenzialità che la rete offre. Credo, infine, che il nostro approccio alle risorse digitali dovrebbe essere positivo. Tali risorse ci aiutano ad essere al passo con i tempi, ove la velocità d'apprendimento aumenta giorno dopo giorno.
RispondiEliminaMariaconcetta Pietrunti - A059
Obiettivo: diventare un’insegnante 2.0!
RispondiEliminaOrmai si sente spesso parlare di questo “2.0”, anche dagli alunni infatti a uno di loro chiesi: “ tu che usi sempre questo termine, sai cosa significa?”, il significato attribuito era completamente errato. Purtroppo la nuova generazione, nata nell’era digitale, usano questa risorsa in modo superficiale e, a volte, completamente sbagliato. Si pensi all’uso spropositato dei social network, spazi virtuali di aggregazione sociale. Come in qualsiasi altro luogo fisico, ci si incontra, si parla, ci si scambiano foto, documenti e quant’altro sia riducibile in un formato multimediale inviabile.
Purtroppo però, accanto alle caratteristiche positive di visibilità, congregazione, condivisione, recupero di vecchie conoscenze ed amicizie e nascita di nuove, sono comparse anche delle negative, in particolare legate a problemi e, sempre più spesso, veri e propri casi di dipendenza.
La dipendenza dai Social Networks sembra essere dovuta al forte senso di sicurezza, di personalità e di socialità che tale forma di siti, apparentemente, sono in grado di fornire
Ma sono sicurezze ed autostima fittizie, ben presto raggiunte da pericolosi sintomi di, isolamento sociale.
Quello che forse i ragazzi non sanno è che questi spazi sono regolamentati da leggi vere e proprie del codice civile e penale.
Bisogna insegnare loro che internet non è un universo libero, o per lo meno, non lo è in modo assoluto, ha le sue leggi, che sono le stesse della realtà e anzi, spesso, rivelano applicazioni più ferree e rigide ed è quasi all’ordine del giorno sentire di furti di identità, adescamento di minori in rete e truffe telematiche.
La scala Forrester mi sembra uno strumento molto utile da fornire agli alunni per fargli comprendere i modi in cui si può essere attivi in rete.
Per quanto mi riguarda, al momento, mi trovo tra il livello 2 e il livello 4 in quanto mi capita spesso di partecipare a discussioni online di vario tipo, ricercare materiali di ogni genere e fare uso di social network per scambiare informazioni immediate con gli alunni.
Sul web si trovano siti contenenti argomenti semplificati, schede didattiche, spunti per l’impostazione di verifiche, strumenti molto utili per la preparazione del materiale didattico. Ci sono anche dei blog interessanti in cui gli insegnanti possono postare i loro lavori e condividere esperienze. Il mondo digitale in generale può aiutarci nella preparazione di lezioni, si spera, più interessanti per gli alunni ma non sempre è facile farli partecipare attivamente. Ad esempio mi è capitato di portare delle classi in aula informatica per fare delle ricerche in internet su un argomento e verificare la loro capacità di scegliere criticamente informazioni e siti. Il risultato? Continui richiami in quanto beccati a stare su Facebook, perché purtroppo l’utilizzo che loro fanno della rete è quasi esclusivamente quello dei social network.
A mio avviso la scuola, oggi, deve educarli ad un uso responsabile e didattico del web in modo da farli capire, non solo il passaggio da tradizione a innovazione, ma anche che imparare non è così noioso come sembra.
Anna Valentina Capirchio
Colavecchio Giuseppe
RispondiEliminaLa scala Forrester non avevo alcuna idea della sua esistenza, da ciò che ho potuto comprendere essa è un mezzo di autovalutazione informatica molto utile che ci consente di capire che uso si fa della rete. Per quanto riguarda il mio utilizzo della rete in relazione alla scala Forrester mi colloco dal secondo livello fino al quinto livello in quanto sono iscritto a dei blog scarico materiale di varia natura uso social network e leggo molto on line. Io ancora non insegno a scuola, ma mi occupo di pallavolo in un centro sportivo. Nel mio contesto lavorativo trovo molto utile la rete in quanto mi permette di visionare e scaricare video da you tube da far visionare ai ragazzi in palestra e tramite whatsApp. Questa risorsa è molto utile in quanto mi permette di far visionare ai ragazzi la corretta esecuzione di un fondamentale , inoltre spesso trovo dei video propedeutici che scompongono e poi ricompongono un fondamentale della pallavolo consentendo al ragazzo di comprendere al meglio il fondamentale. Dalla mia esperienza nei centri sportivi ho capito che un ragazzo che pratica da poco attività sportiva ha difficoltà nella percezione dei propri movimenti, in pratica non riesce a capire quando fa un movimento sbagliato. Da questa constatazione mi sono reso conto che far visionare dei movimenti attraverso un video a dei ragazzi li aiuta nel rendersi conto dei propri movimenti giusti o sbagliati anche e sopra tutto a scuola dove le ore di educazione fisica sono risicate. Inoltre l’utilizzo di video nell’insegnamento dell’educazione fisica a scuola può essere utilissimo per far conoscere inizialmente uno o più sport che magari i ragazzi non conoscono e quindi anche le sue regole e il fair play.
Colavecchio Giuseppe AC02
È la prima volta che sento parlare della scala Forrester e devo dire che non mi sono mai posta una domanda su come usassi la rete, consapevole che il mio modo di utilizzare internet fosse minimo rispetto alle potenzialità di questo mezzo. Nonostante questo, penso di inserirmi tra il livello 3 e il 5, in quanto uso la rete per la ricerca di documenti utili per l’attività di ricerca, di cui mi sono occupata per diverso tempo e nella quale lo studio di fonti bibliografiche attraverso motori di ricerca di articoli scientifici, review e libri (scopus, science direct, periodici caspur) è fondamentale. Grazie a questo corso ho iniziato ad usare il blog e le piattaforme, che per motivi di tempo ho usato molto poco. Inoltre come molte persone di oggi utilizzo social network (facebook) anche se non in modo molto attivo.
RispondiEliminaRelativamente all’insegnamento, utilizzo la rete prevalentemente per la ricerca di materiale utile per i ragazzi, per la ricerca di mappe concettuali e di video che possano semplificare la lezione e catturare la loro attenzione. Nel caso della classe di concorso in cui mi abiliterò (Scienze degli alimenti) sono disponibili on-line software per l’elaborazione di diete per soggetti specifici, oppure è possibile utilizzare video esplicativi sulle tecnologie alimentari o sulle misure preventive che bisogna adottare in cucina, in quanto la visione di particolari azioni colpisce maggiormente e rimane in mente. Tuttavia come spesso mi è capitato non è sempre possibile utilizzare questa risorsa in classe in quanto molte scuole molisane non sono dotate di lavagna luminosa e di collegamento ad internet.
Rossella Mignogna A057
WWW. Sono nato nel 1980 e posso dire di aver visto nascere e crescere il Web. Nel corso degli anni della mia vita ho “scalato” letteralmente la scala Forrester. Nasco ovviamente inattivo e a circa quindici anni ho “mosso” i miei primi click sul Web. Per lo più leggevo notizie varie e guardavo i contenuti primordiali che giravano sui primi Yahoo e Virgilio.
RispondiEliminaVi confesso che ho impiegato una decina di minuti prima di riuscire a ricordare com’era il mondo prima dei Social. Poi ho riscoperto con piacere di essere passato per le varie chat e soprattutto Myspace in cui, se non ricordo male, non c’era neanche la possibilità di caricare video, ma era ottimo per condividere esperienze e soprattutto passioni. Lì ho scambiato i primi fumetti ed ho condiviso le prime emozioni. Ormai da anni scarico contenuti multimediali, mando quotidianamente e-mail e utilizzo i social per rimanere in contatto con amici e parenti lontani. Spesso utilizo Facebook come veicolo pubblicitario per farmi conoscere come architetto e per far conoscere l’attività lavorativa dello studio. Inoltre frequento forum prettamente tecnici per discutere e scambiare opinioni con colleghi ed altri professionisti. Di recente ho avuto l’occasione di seguire un corso di aggiornamento tecnico direttamente on line, comodamente seduto in poltrona.
Primo gradino della scala: un paio di anni fa ho comprato un dominio e creato il sito internet del nostro studio professionale, sempre per scopi divulgativi dell’attività. Ovviamente parliamo di sito statico, un “biglietto da visita”, come lo chiamano gli sviluppatori web.
Insomma, ecco completata la scala Forrester, indubbiamente valida, ma dove forse aggiungerei il gradino dedicato agli sviluppatori web ed a coloro che apportano innovazione alle risorse.
Le risorse digitali devono essere un valido supporto all’insegnamento, soprattutto per andare oltre l’ormai obsoleto libro di testo che, indubbiamente deve rimanere lo strumento guida, ma che deve integrarsi con le risorse digitali.
Sinceramente trovo la blasonata LIM abbastanza inutile. Almeno per quel che ho visto finora, è utilizzata forse al 10% delle sue capacità. Molti insegnanti non vanno oltre il far vedere video da you tube… voglio dire: basterebbe un video proiettore ed un portatile per fare più o meno le stesse cose, e spendendo meno soldi.
Ovviamente la componente video in una lezione ha un carattere vincente, almeno per una migliore memorizzazione dei concetti e ad esempio per una migliore illustrazione dei processi produttivi.
Non sarebbe male fare all’interno dell’anno scolastico un laboratorio sul corretto utilizzo delle risorse web. Ad esempio si potrebbe illustrare ai ragazzi di scuola media come fare una ricerca, come recuperare dati e soprattutto come essere critici rispetto a ciò che si legge su internet. Spesso infatti si trovano contenuti poco veritieri e soprattutto frutto di un CTRL+C ed un CTR+V sfrenati.
Trovo interessante la creazione di un blog per l’inserimento dei commenti da parte degli studenti su ciò che si è fatto in classe o per la consegna on line di prodotti didattici. Potrebbe essere strumento di crescita non solo per gli studenti.
Proverei ad innescare, per ogni lezione, un dibattito da portare avanti on line e responsabilizzare ogni volta uno studente diverso, dandogli il compito di fare da moderatore della discussione.
Emanuele Luciani A033
Prima attività
RispondiEliminaPersonalmente, anche se pratico spesso il web è la prima volta che incontro la scala Forrester. Onestamente dopo un primo approccio, forse un po’ semplicistico, la sensazione è stata quella di una sorta di strumento statistico, non molto valido ed abbastanza generico, giudizio determinato forse dal fatto che di solito, non mi sono mai soffermato a comprendere quelle che erano le modalità di approccio alla rete. Tuttavia, la volontà di comprenderne a pieno il significato, rispetto alla logica delle modalità personali di approccio al web, da come lo interpretiamo e di conseguenza dall’uso soggettivo che ne facciamo, mi hanno indotto a riconsiderare totalmente la prima valutazione, riflettendo soprattutto su quanto inconsapevolmente, spesso utilizziamo uno strumento così importante.
Le possibilità di utilizzo della rete sono le più disparate, in particolare nel mondo della scuola si stanno attuando cambiamenti radicali non solo in termini prettamente amministrativi ma soprattutto in quelli relazionali e didattici, per citarne alcune: la possibilità delle famiglie della comunicazione diretta con l’istituto scolastico tramite le piattaforme dedicate, il registro elettronico online e quindi la possibilità di controllare in tempo reale il percorso didattico e l’andamento scolastico dei figli e soprattutto la possibilità che essi hanno di sperimentare esperienze didattiche multimediali attraverso l’utilizzo delle varie piattaforme presenti nella rete.
Lo stimolo verso l’autoanalisi di quello che è il mio modo personale di rapportarmi ad esso mi ha permesso di riconoscermi nei seguenti livelli:
livello2. Partecipanti critici che commentano e discutono on line:
capita spesso nell’esercizio della professione di architetto di discutere con colleghi di temi e approcci alla soluzione di problematiche comuni;
livello 3. Partecipanti collezionisti che raccolgono contenuti di vario genere :
soprattutto come docente e studente ho l’abitudine di consultare vari blog riferiti ad ambienti didattici per procurarmi risorse condivise di vario tipo , con le quali arricchisco di volta in volta la mia “biblioteca personale”.
livello 4. Partecipanti che usano social network:
naturalmente anch’io sono da tempo membro di alcuni servizi sociali di rete, facebook e similari, ritengo personalmente che essi rappresentino una delle rivoluzioni più significative del nostro tempo consentendo una vasta rete di contatti e comunicazione di massa. l’utilizzo di tali piattaforme per quanto mi riguarda è comunque legato ad una sfera più sociale e goliardica, che, soprattutto, mi consente di mantenere i contatti e comunicare con compagni di vecchia data che per varie ragioni vivono in luoghi diversi.
Carmine Petti
Prima Attività
RispondiEliminaRossi Miriam A060
Prima Parte
La rete è oggi a mio parere il principale strumento di informazione e di comunicazione. Come la maggior parte delle persone, anche io passo molto del mio tempo in rete. Il mio indispensabile PC, infatti, è la mia finestra sul mondo e mi permette di reperire informazioni e collezionare materiale di vario genere. Essendo una persona molto curiosa, adoro infatti leggere, informarmi ed interessarmi alle tematiche più disparate, utilizzando la rete un po’ come una immensa enciclopedia. Credo infatti che l’ aspetto più interessante della rete sia la possibilità di reperire nozioni ed informazioni relativamente aggiornate in tempi rapidissimi. Basta semplicemente accendere un PC o un tablet, o anche semplicemente prendere il proprio smartphone, ed aprire una pagina web. Con pochi semplici gesti si ha l’ accesso ad un numero enorme di informazioni. Altra attività che svolgo in continuazione in rete è quella di mandare e-mail e quindi di comunicare con amici e in generale con persone con le quali mi interfaccio per differenti motivi. Quindi, utilizzando la scala Forrester, mi collocherei sia nel livello 3 che nel 4. È la prima volta che sento parlare di questo metodo per distinguere e classificare le possibili pratiche in rete e lo ritengo molto valido, in quanto mi ha consentito innumerevoli spunti di riflessione. Non ho mai creato e gestito una pagina web ed è questa la prima volta che partecipo ad una discussione tramite un blog. Trovando molto interessante questo metodo di confronto mi piacerebbe riproporlo in futuro anche ai miei alunni. Un insegnante, che tutti i giorni si rapporta con gli adolescenti dei nostri tempi, non può a mio avviso prescindere dalle risorse e dagli strumenti digitali per stimolare la curiosità e l’ interesse degli alunni.
Rossi Miriam
Prima Attività
RispondiEliminaRossi Miriam A060
Seconda Parte
Sperando di poter insegnare al più presto, nella didattica delle scienze, cercherei di alternare lo studio sul libro di testo, ovviamente indispensabile, a laboratori pratici di approfondimento sulla bioinformatica. Ad esempio, potrei illustrare ai miei alunni il funzionamento dei più importanti database scientifici (NCBI, UniProt, phytozome.jgi) e dei principali programmi di allineamento di sequenze geniche (MEGA4). Insegnerei loro come scaricare articoli scientifici da NCBI, competenza utilissima per poter stilare una bibliografia di tipo scientifico. Ma soprattutto focalizzerei la loro attenzione sull’ enorme quantità di dati che i database permettono di gestire. Ad esempio una piccola esercitazione che potrei proporre potrebbe essere la seguente: partendo dalla proteina emoglobina farei scaricare ai ragazzi, utilizzando NCBI, la sequenza amminoacidica e genica della proteina nella variante umana e in quella bovina. Utilizzando poi MEGA4 farei loro allineare le due sequenze e poi evidenziare le regioni altamente conservate. Questo permetterebbe ai ragazzi di capire e applicare quello che realmente fanno i biologi quando ad esempio vogliono studiare l’ evoluzione dei viventi. Ma questo è solo un piccolo esempio di come potenti risorse on-line di tipo scientifico possono essere portate in classe. Evidentemente se una parte della biologia è diventata e si chiama bioinformatica cercherei di promuovere nei ragazzi un uso realmente consapevole delle enormi potenzialità che le tecnologie informatiche oggi ci offrono in differenti campi di applicazione.
Rossi Miriam
La rete è oggi, per definizione, il principale mezzo di comunicazione di massa, che offre all'utente una vasta serie di contenuti informativi e servizi, oramai diffusissimo in tutto il mondo, ma soprattutto in tutti i contesti sociali/lavorativi. Credo pertanto che la scala Forrester è sicuramente uno strumento molto utile per comprendere quanto siamo al passo coi tempi, l’uso che facciamo di questo potentissimo mezzo, ma soprattutto l’uso che potremmo farne.
RispondiEliminaPersonalmente, sulla scala Forrester mi colloco nel range di livelli 3-5. Sono infatti una lettrice simpatizzante, in quanto uso spesso la rete per fare ricerche di supporto per i miei studi, approfondire curiosità personali, per tenermi aggiornata su notizie di cronaca o gossip. Sono però anche una partecipante, uso infatti in maniera attiva la posta elettronica, e sono iscritta al social network Facebook, che però utilizzo in modo superficiale, per lo più “costretta” da alcuni contesti sociali che ti vedono tagliato fuori senza queste tecnologie. Infine posso anche considerarmi una partecipante collezionista, mi piace infatti scaricare musica, immagini, e-book o applicazioni utili.
Relativamente all’insegnamento ritengo che l’utilizzo della rete può in qualche modo contribuire a migliorare il processo di insegnamento/apprendimento in quanto consente di usare un linguaggio più affine agli alunni, che sono oggi nativi digitali. Sperando, in un futuro remoto, di insegnare nella scuola secondaria di secondo grado, avrò a che fare con ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni e certamente provvisti di smartphone ultratecnologici che non avranno timore ad usare in classe. Allora perché non indirizzarli verso un uso “didattico” del cellulare? Seppur vietato, penso che potrebbe essere utile, durante le lezioni frontali, chiedere ai ragazzi di usare Internet Mobile per cercare, individualmente, parole o concetti che non hanno capito e confrontare poi i risultati ottenuti, il tutto senza perdere di vista che la rete, è semplicemente un mezzo, non è la fonte della verità! Occorre quindi spirito critico e buon senso. Relativamente alla mia classe di concorso (A057 - Scienza degli Alimenti) sarebbe invece simpatico iniziare la lezione invitando i ragazzi a cercare su internet, una qualsiasi ricetta per poi commentarla/esaminarla insieme da più punti di vista (energetico, nutrizionale, idoneità nelle diverse condizioni fisiologiche/patologiche del’uomo), in questo modo i ragazzi, anche se per semplice curiosità, credo possano essere stimolati a partecipare in maniera più attiva alla lezione. Un altro interessante uso della rete potrebbe essere, poi, quello di proporre ai ragazzi esercizi o test di autoverifica da risolvere on-line, con valutazione automatica. In questo modo l’alunno ottiene un risultato istantaneo circa le proprie conoscenze e gli errori possono essere commentati in classe nell’immediato, colmando così possibili lacune. Ritengo, infine, possa essere divertente creare dei blog di classe dove i ragazzi stando a casa possano interfacciarsi fra loro, consultarsi sui compiti lavorare su ricerche di gruppo.
Ritengo molto utili anche altre risorse digitali che nel pratico possono rendere le lezioni più interattive e creare un maggior coinvolgimento della classe. A partire dall’uso di Power Point per la realizzazione di lezioni dinamiche con animazioni, immagini e musiche, per passare attraverso Excel con cui realizzare tabelle e grafici o ancora Cmap per la creazione di mappe concettuali per terminare poi con la più recente L.I.M. (lavagna interattiva multimediale). Personalmente non ho esperienze di insegnamento, quindi non conosco la reale efficacia di queste risorse digitali. Sicuramente si tratta di mezzi molto validi nel creare il giusto coinvolgimento degli alunni, ma non ho modo di sapere se sono altrettanto validi nel favorire il corretto apprendimento, credo di si, e spero di poter avere conferma sul campo al più presto. Manuela Oriente (TFA – Classe A057)
Salve a tutti!!!
RispondiEliminaÈ la prima volta che mi trovo a rapportarmi con la scala Forrester, non la conoscevo né tantomeno ne avevo mai sentito parlare. A mio parere è uno schema molto utile, in quanto permette ad ognuno di quantificare in maniera chiara e dettagliata l’uso che fa della rete. Io, personalmente, mi riconosco nei primi 5 livelli; utilizzo internet quotidianamente per la gestione di pagine di social network, per fare ricerche attinenti al mio settore di lavoro e studi, per mantenermi in contatto con alcune istituzioni e/o amici e colleghi, per un continuo aggiornamento generale e culturale, nonché specifico del campo delle scienze motorie. In passato, invece, in merito al lavoro che svolgevo, ho avuto modo di creare pagine web e gestirle in prima persona. Il mondo digitale inserito nell’ambito dell’insegnamento non può che apportare innovazione e maggiori stimoli; purtroppo, però, oggigiorno la tecnologia sta prendendo sempre più piede e, se da una parte consente di relazionarsi con un mondo nuovo e più pratico, dall’altra, come tutte le cose se usate con esagerazione, può portare a delle conseguenze tutt’altro che positive. Se si pensa alla nuova generazione lo sconforto è tanto; i ragazzi, sin dalla tenera età, abusano della rete e della tecnologia passando tante ore, se non troppe, a giocare con smartphone e tablet o, addirittura, restano connessi a lungo a social network, dimenticandosi la cosa più importante alla loro età: giocare muovendosi!!! Io spero che prima o poi si riesca a porre un freno a questo abuso e che, invece, si educhino i ragazzi ad utilizzare queste nuove risorse per ricavarne dei benefici concreti sia in ambito scolastico sia nella vita di tutti i giorni. Se fossi già un insegnate, oltre ad utilizzare internet per stimolare i miei alunni a ricerche e approfondimenti, creerei un blog di classe su cui alunni, insegnanti e genitori, possono affrontare varie tematiche, nonché aprire delle discussioni sugli argomenti trattati in classe durante le lezioni. Interessante potrebbe essere anche la visione di video dai cui prendere spunto per un dibattito o per la lezione in palestra, nonché l’uso di app e software per migliorare l’allenamento e per inserire delle novità magari più stimolanti rispetto alla classica lezione. Utilizzerei la rete anche per proporre agli alunni articoli tratti da riviste telematiche che illustrano temi delle scienze motorie, in modo da offrire loro la possibilità di relazionarsi con argomenti non estratti solo dal libro di testo.
Panzera Francesca AC02
Salve a tutti!
RispondiEliminaSono venuta a conoscenza della scala Forrester attraverso questo corso e mi sembra uno strumento utile per dare, in linea generale, una classificazione elastica e simultanea sull’utilizzo della rete da parte degli utenti i quali possono riconoscersi in più livelli correlati tra loro a seconda degli interessi e del tempo impiegato quotidianamente su internet.Il percorso intrapreso all’Università mi ha permesso di rivestire il ruolo di partecipante attiva e critica nel commentare e discutere blog online, molto interessanti per confrontarsi e arricchirsi di idee nuove e diverse. Mi riconosco oltre che nel livello 2 (come appena descritto), anche nei livelli:
- 3.Perchè mi piace “collezionare” materiali di vario genere, tipo immagini che mi colpiscono particolarmente, idee per realizzare qualcosa, ad esempio spunti per preparare delle lezioni divertenti durante le mie ore ai miei alunni dell’alberghiero come ad esempio diete personalizzate .
- 4. in quanto utilizzo internet per comunicare attraverso social network , molto utili per raggiungere virtualmente persone lontane, per condividere esperienze didattiche , emozioni, e pensieri con gli altri in tempo reale.
- 5.Trovo di fondamentale importanza la possibilità della rete sia di presentarsi come la più grande biblioteca in grado di fornire una marea di informazioni, ma anche e soprattutto come un servizio in grado di agevolare attività di prenotazione (esami, viaggi..), di pagamenti, ordini online.In particolare ,durante il mio percorso scolastico ho sperimentato la piattaforma sulla quale carico lezioni e verifiche che facilitano gli alunni che non possono essere sempre presenti alle lezioni .
- Spero,in futuro,di riconoscermi anche nel I livello creando un blog in cui inserire degli esercizi da svolgere, come ad esempio il calcolo dell’indice di massa corporea, che rappresenterebbe un modo di confronto divertente .
Luana Caramelli A057
Mi accodo a tutti quelli che hanno affermato di non conoscere la scala Forrester che sicuramente ritengo valida come mezzo di autovalutazione per spiegare in maniera diretta, in che modo si utilizza la rete. In virtù della sua immediatezza, mi sembra anche utile come strumento didattico per capire il livello di uso del web da parte di una mia futura classe, per meglio comprendere come impostare delle lezioni che si discostino dal classico insegnamento frontale e per capire che valenza può avere l’uso del computer e di internet per gli studenti.
RispondiEliminaPersonalmente utilizzo molto la rete, sfruttandola sia per documentarmi sugli argomenti più disparati che vanno dalla semplice consultazione di giornali online a quella di siti e blog dedicati ad argomenti di mio interesse quali cucina, musica, make-up, scienza, medicina, cinema e molto altro. Accedo quotidianamente ai social network che ritengo un valido strumento per conoscere o tenersi in contatto con persone che magari non si ha la possibilità di incontrare spesso; altri strumenti di condivisione che ritengo validi sono i blog e i forum, soprattutto quelli tematici che mi hanno permesso di scambiare opinioni con persone che mettono a disposizione il proprio “sapere” in maniera veloce e completamente gratuita.
Utilizzo il web anche per prelevare contenuti di vario genere (materiale didattico, file audio e video, software…) ma pur essendo molto attiva non ho mai creato un blog o una pagina web personale; in sintesi direi di rientrare nei punti 2,3,4 e 5 della scala Forrester.
Va da sé che essendo favorevole alle pratiche di uso della rete e in più in generale alle risorse digitali, cercherei di sfruttare al meglio le possibilità che queste mi offrono per rendere le lezioni più funzionali e più chiare agli studenti. Per quanto riguarda le scienze trovo utile la visione di filmati che possano rendere meglio l’idea di ciò che si nasconde dietro un fenomeno chimico o biologico, l’approfondimento di alcuni argomenti di attualità come l’inquinamento o la clonazione utilizzando articoli scientifici presi da siti specifici che possano completare il quadro delle informazioni derivate dal libro di testo. L’idea di una piattaforma e-learning o di un forum creati appositamente per le varie classi mi sembra un buon modo di sfruttare la rete per caricare materiale didattico aggiuntivo fruibile in ogni momento e per stimolare anche quegli studenti che magari risultano più “insofferenti” alla lezione frontale in aula.
Chiaramente lo sfruttamento del web e delle risorse digitali deve essere complementare e non esclusivo né per ciò che riguarda l’apprendimento né per la sfera dei rapporti umani che ovviamente devono essere reali e non virtuali sia tra i compagni sia tra alunni e insegnanti. Perciò il compito dell’insegnante è quello di educare ad un uso della rete corretto e responsabile.
Marilena Di Buono – A060
Utilizzo la rete in maniera intensiva e diversa a seconda delle attività che devo svolgere. Per quanto concerne l’attività lavorativa l’utilizzo della rete è fondamentale in quanto mi permette di lavorare su piattaforme, visionare progetti già realizzati dai quale prendere spunto, partecipare a comunità virtuali mediante forum inerenti la professione per discutere e interagire con altri colleghi su tematiche e interessi comuni. La rete è un ottimo strumento per aggiornarmi sulla professione e per acquisire, mediante corsi e-learning, i crediti formativi annuali necessari per l’iscrizione all’albo.
RispondiEliminaPer quanto concerne, invece, le attività di “svago “utilizzo la rete per ascoltare musica, fare ricerche per procurarmi risorse di vario genere e partecipare a social network (come facebook ed instagram, quest’ultimo è un’applicazione molto coinvolgente perché permette di scattare fotografie e condividerle con gli altri account). Infine la rete si rivela uno strumento essenziale per tenermi informata su ciò che succede in Italia e nel mondo.
In relazione alla Scala Forrester mi riconosco, quindi, nei livelli 3,4 e 5.
Considero molto valido lo schema definito dalla Scala Forrester perché permette di “catalogare” gli utenti a seconda dell’utilizzo della rete e capire io stessa in quale livello mi riconosco; forse per la prima volta commentando il blog e riconoscendomi in tre dei sei livelli della scala, ho riflettuto sull’uso soggettivo e fino ad ora quasi inconsapevole della rete, sulla quantità del tempo che vi dedico e al fatto che essa è un potentissimo mezzo a nostra disposizione.
Le nuove tecnologie costituiscono oggi strumenti per favorire l’apprendimento degli alunni in quanto esse sono presenti a tempo pieno nella loro vita quotidiana: i ragazzi con queste, infatti, si trovano a loro agio e strumenti diffusissimi come il pc o i tablet per esempio, sono utili per apprendere e divertirsi contemporaneamente.
Penso che oggi sia necessaria un’integrazione degli strumenti tradizionali con le nuove tecnologie perché in questo modo l’alunno non ascolta passivamente la lezione rimandando poi il ripasso a casa, ma diventa protagonista “attivo”, collabora con i compagni e con l’insegnante mediante ricerche e lavori di gruppo. Il compito dello studente diventa, quindi, non solo quello di ricercare informazioni, valutarne l’importanza, prendere continue decisioni sulle strade da intraprendere o da scartare, ma anche e soprattutto di riflettere su di esse in modo critico. Il compito del docente è, tra i tanti, anche quello di sviluppare negli studenti attitudini critiche nella consultazione delle risorse internet.
Nelle mie ore di insegnamento utilizzerei delle app per condividere le lezioni sottoforma di testo, link, documenti di ogni genere che diano anche la possibilità di commentare online, chiedere chiarimenti e permettere l’interazione fra gli utenti. Sono d’accordo infatti sull’utilizzo di blog per pubblicare periodicamente contenuti multimediali di approfondimento su argomenti trattati a lezione e piattaforme e-learning a supporto delle forme tradizionali di didattica. Le piattaforme e-learning consentono allo studente di “costruire la sua conoscenza” grazie agli strumenti di dialogo, di scambio e di approfondimento (forum, chat, link a siti) e, contemporaneamente, le stesse costituiscono per il docente un ottimo strumento, soprattutto attraverso il forum, per ricevere un feedback individuale dagli studenti sugli argomenti trattati.
Michela Sanzone A033
Evidenzio subito che non conoscevo la scala Forrester. Lo ritengo comunque un utile schema che fa riflettere sull'utilizzo che facciamo di internet e ci fa capire come con, il desiderio, o l'obbligo di acquisizione di nuove conoscenze, si possa passare da un livello all'altro. Ho cominciato ad utilizzare internet nel 1993, prevalentemente per ricerche su med-line (archivio di lavori scientifici on-line) ed anche per inviare messaggi di posta elettronica. Poi, in seguito, ho continuato ad utilizzarlo sempre come già evidenziato, in più ho avuto occasione di sfruttare la rete per apprendimento con E.-learning, in ambiente lavorativo non scolastico, quindi con possibilità ipertestuali contestuali molto variegate, dagli audio-video, alla audio-lettura, con possibiltà di eventuali approfondimenti degli argomenti: con audio, fumetti, contenuti accessori scritti, con quesiti intermedi e conclusione con i canonici quiz finali che prevedevano il superamento del test con un minimo di risposte, con rilascio a volte di attestato finale. Ho partecipato poche volte a videoconferenze in diretta, con possibilità di intervento limitato. Ho, inoltre, saltuariamente partecipato a blog per motivi scientifici, o se cercavo una risposta ad una domanda qualsiasi. Comunque, senza aggiungere altri dettagli, credo di potermi identificare sicuramente al 2°, 3° e 5° livello.
RispondiEliminaPenso che utilizzerò in linea di massima le risorse digitali per insegnare, anche se per mia scelta non uso i social-network. Credo che sicuramente mi servirò della LIM, nelle scuole dove è presente, in più farò usare senz'altro la rete a scopo di ricerca, magari utilizzando anche siti istituzionali ad esempio quelli dell'EUFIC, INRAN, e dei ministeri. La dove fosse possibile potrei impiegare anche eventuali strumenti di E-learning (connessioni veloci ad internet permettendo). Credo, inoltre, che sia vero che le nuove tecnologie creino di giorno in giorno anche nuovi modi di comunicare, di relazionarsi, di pensare e quindi potrebbero essere utili nella scuola, però penso anche che possa essere proficuo confrontarsi con docenti più esperti o formatori preposti allo scopo. Perchè lo scegliere risorse non adatte al contesto in cui si lavora, oppure usarle in modo non adeguato, potrebbe causare più danni che benefici agli alunni. Non vorrei apparire poco innovativo, ma credo che essere audaci e sperimentare per tentativi ed errori, suppongo porti via troppo tempo, ma soprattutto non sarebbe nemmeno corretto nei confronti dei discenti. Concludo quindi affermando che reputo necessario nelle scuole un utilizzo più appropiato e profittevole possibile sia delle risorse digitali (in particolare per quelle nuove) che della rete (purtoppo vi è già un uso extra-scolastico a volte fin troppo scorretto, da parte di molti alunni) per i motivi prima menzionati, ma anche per evitare, eventuali, spese collettive o individuali poco utili.
Giacomo De Socio A057
Il nostro modo di vivere è radicalmente cambiato con le nuove tecnologie. La vasta diffusione delle modalità di comunicazione mediate dal computer ha modificato le possibilità di scambiarsi informazioni, di mettersi in contatto, di interagire. Rispetto alle nuove generazioni, il mio primo approccio al mondo della rete è avvenuto nel periodo adolescenziale. Mi limitavo a scaricare musica, file audio, oltre che visionare contenuti online. Attualmente, in riferimento alla scala Forrester, mi riconosco nei livelli 2,3,4,5: utilizzo internet per commenti e discussioni sui blog, eseguo acquisti online, uso social network, ricerco documenti e file utili per la mia attività a scuola e in palestra.
RispondiEliminaLe risorse digitali per l’insegnamento e lo studio delle scienze motorie rappresentano uno strumento molto utile per conseguire un proficuo approfondimento della lezione in sostituzione o integrazione dei libri di testo. “Nelle scienze motorie è fondamentale l’opportunità di scegliere percorsi didattici che propongano una costante integrazione della teoria con la pratica”. La funzione di supporto svolta dalle funzioni digitali, è applicabile, in virtù della loro versatilità d’uso, ai diversi ambienti e alle differenti fasi del processo di apprendimento. Inoltre, aiutano il docente nella valutazione e lo studente nell’autovalutazione delle abilità: le risorse si prestano per la fase dello studio e del ripasso individuale domestico, oltre che per esercitazioni di autovalutazione finalizzate al controllo e al consolidamento delle conoscenze acquisite. Tali strumenti, infatti, sono stati progettati per essere utilizzati tanto nell’attività scolastica, quanto nello studio individuale. Sono stati sviluppati per coadiuvare lezioni di tipo frantale tradizionale, lezioni di tipo interattivo, attività di ripasso e attività di verifica in aula.
Le varie tipologie di risorse da utilizzare presentano contenuti, informazioni e modalità di integrazioni diverse per rispondere alle esigenze didattiche del docente. Lo strumento, poniamo le lezioni LIM, possono essere personalizzate, aggiungendo eliminando o sostituendo immagini, testi e video secondo le esigenze didattiche. Oltre che per una spiegazione preliminare allo studio a casa, queste lezioni possono essere utilizzate dal docente, nella fase conclusiva delle attività didattiche in aula, per puntualizzare gli elementi essenziali che gli studenti devono poi rivedere individualmente. L’uso di una risorsa video offre la possibilità di catturare maggiormente l’attenzione e di riuscire a rievocare in maniera più efficace le nozioni oggetto della lezione. Conseguentemente rafforza l’elemento della motivazione nel processo di apprendimento degli alunni. Il digitale spinge gli allievi ad una maggiore partecipazione poiché rappresenta il mezzo più familiare e, con le sue risorse eccezionali, può consentire operazioni di lettura, analisi e confronto di contenuti che non sarebbe possibile compiere sui libri di testo.
Anna Cerbaso AC02
Il mio utilizzo della rete è giornaliero e pensandoci mi è difficile ricordare quale sia stato l’ultimo giorno in cui non l’abbia utilizzata. Controllo giornalmente e più volte in un giorno la posta elettronica, utilizzo social network, navigo frequentemente in diversi siti: il sito dell’università, siti di enti pubblici e siti sportivi soprattutto riguardanti il tennis essendo il mio sport preferito. Partecipo a discussioni in diversi blog e frequentemente ad aste online facendo spesso anche degli ottimi acquisti. Ascolto musica, visiono molti video sulle cose che più mi incuriosiscono e spesso seguo dei tutorial per apprendere cose nuove. Purtroppo non so gestire ne tantomeno creare siti internet anche se sinceramente è una cosa che mi affascina molto e che mi piacerebbe tantissimo imparare a fare.
RispondiEliminaNon conoscevo la scala Forrester che a mio avviso è molto utile e valida anche se, forse, sei livelli sono un po’ troppo pochi per capire le pratiche di uso della rete di una persona, ad esempio, vi è una forte differenza tra una persona che sa creare un blog rispetto ad un’altra che sa creare o gestire un sito. Come precedentemente su scritto non sono capace di creare un sito internet pertanto nella scala Forrester mi colloco decisamente al secondo posto.
Le risorse digitali e soprattutto la rete hanno cambiato molto le abitudini delle persone e pertanto anche il modo di insegnare e l’insegnamento stesso. Pochi giorni fa ho iniziato il tirocinio diretto a scuola, nella quale in ogni aula vi è una LIM. Inizialmente sono rimasto sorpreso dall’assenza della vecchia e cara lavagna, ma allo stesso tempo affascinato per la nuova risorsa digitale e per la sua praticità. Il registro di classe è elettronico, i docenti creano degli schemi con figure geometriche precise e colorate ma non solo, spesso mostrano video e immagini per far comprendere meglio dei concetti agli alunni. Io ancora non ho avuto la fortuna di insegnare a scuola, ma sono molto favorevole alle risorse digitali e alla rete. Anche a supporto dell’insegnamento di una materia come l’Educazione Fisica ritengo che siano strumenti ad oggi indispensabili.
Durante le lezioni farei visionare video - documentari e perché no anche dei film ovviamente inerenti sempre alla materia e quindi agli obiettivi d’apprendimento prefissati. Inoltre indicherei dei siti a mio avviso ben strutturati e didatticamente utili e validi per fissare dei concetti o solo per aumentare la curiosità nell’alunno. Credo che sia importante stimolare sempre e in modo diversificato il discente affinché si manifesti in lui sempre più una maggiore curiosità. Ritengo che le risorse digitali e la rete, ad oggi, siano strumenti indispensabili e che “l’ignorante del futuro” sarà colui che non le saprà utilizzare.
Russo Gianluigi AC02
Salve, della scala Forrester non avevo mai sentito parlare. A primo approccio la vedo come un elenco gerarchico di come ci si rapporta alla rete; ogni livello mi sembra dia un senso oltre che un “voto” alla propria evoluzione tecnologica. Con questo voglio dire che quasi mi agita il dover individuarmi in un livello di “autovalutazione” sull'utilizzo delle risorse on line, non solo perchè mi colloco in più di un livello indicato, ma anche perchè vorrei capirne lo scopo ( insomma se il giusto rapportarsi sta nell'1 o nel 6).Quasi ogni giorno sono spinta da curiosità a visionare pagine e siti web utili alla mia professione di architetto sia per analizzare aspetti progettuali innovativi sia per proporre nuovi materiali, sia per confrontarmi con colleghi; la rete mi facilita la presentazione di pratiche burocratiche. Nei momenti di relax, insieme ai miei figli, facciamo visite virtuali in edifici museali che difficilmente potremo raggiungere e che sono a portata di video; su you tube trovo films nostalgici, effettuo chiamate con skipe ed acquisti on line. Partecipo attivamente alle discussioni su social network, scambiando opinioni e condividendo link utili. In effetti la mia opinione sui social network non era inizialmente positiva: ciò che mi “infastidiva” era il dover rendere visibile a tutti la mia vita, le mie emozioni, i miei spostamenti... Poi, pensando all'aspetto entusiasmante di dover incontrare vecchi amici o colleghi universitari, facebook mi ha “catturata” con la possibilità di rivederli virtualmente, discutere con loro, sorridere e rimpiangere cari ricordi. Quindi, ritornando alla scala Forrester, mi collocherei, da quanto detto, nel terzo e quarto livello.
RispondiEliminaOggi le risorse digitali sono a nostra disposizione in ogni luogo ed in ogni momento: basta un click per poter dare avvio a qualsiasi operazione nella nostra quotidianità , dai cellulari agli elettrodomestici, dai PC alla domotica. Certo le innovazioni tecnologiche danno risultati velocissimi, nelle ricerche, negli approfondimenti di aspetti professionali, nell'eliminazione delle distanze tra paesi, e tanto altro. Anche nell'apprendimento l'uso delle nuove tecnologie deve intervenire...proprio per stare “al passo con i tempi”. Non si può rimanere a quanto è stampato sul libro di testo e non preoccuparsi di ampliare il proprio bagaglio culturale, visto che ci sono tante risorse a disposizione, facili da usare e utili per imparare. Il digitale nella scuola decolla a fatica, gli insegnanti in varie realtà hanno timore di non saper utilizzare strumenti che potrebbero anche facilitare il lavoro. Nell'ottica di una trasformazione del modello scolastico tradizionale, le risorse digitali possono offrire proposte innovative attraverso l'uso di apps che fanno creare, presentare, disegnare, fare viaggi virtuali, simulare leggi di fisica; la presenza della LIM in classe è un valido supporto all'attività didattica senza dover necessariamente trasferirsi in aula informatica. La lezione diventa entusiasmante se integrata con video, tutorials, audiolibri o website . Così come nella professione di architetto, anche nell'insegnamento favorirei l'utilizzo della rete per incontrare altre realtà scolastiche che abbiano condotto esperienze progettuali interessanti a cui mostrare il video di un esperimento girato con tablet. Nella rete sia gli alunni che i professori instaurerebbero discussioni su argomenti da studiare ed esporre, su metodologie didattiche, su scelte progettuali ed idee. Il bagaglio culturale si ampia con lettura, scrittura, ma anche ascolto, visione e manualità. La mia volontà è che tutto ciò sia realizzato in un equilibrio dinamico tra esperienze virtuali ed esperienze reali, incontri virtuali e incontri reali, tra lettura e scrittura virtuale e lettura e scrittura reale, perchè il piacere di scrivere con la penna e sentire l'odore della carta del libro, fanno nascere sensazioni che una “macchina” non può offrire.
Filomena Autore A033
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RispondiEliminaConsidero la scala Forrester un buon punto di partenza per confrontarsi con l'uso delle tecnologie, che oggi pervade la nostra vita quotidiana.
RispondiEliminaPersonalmente ritengo di essere un "lettore simpatizzante" in quanto mi piace documentarmi navigando in internet e tenermi aggiornato su diverse tematiche, in particolare quelle sportive; ed anche un "partecipante collezionista" dal momento che utilizzo la rete per ricercare metodi didattici, musiche e film da vedere nel tempo libero. Relativamente ai social network devo dire che non ne faccio un grande uso, pur considerandoli un ottimo modo per mantenere contatti con amici e parenti lontani; in particolare utilizzo instagram per condividere foto con amici e per seguire e postare cose che mi piacciono.
Oggi, però, grazie a questo corso, posso considerarmi anche un "partecipante critico" che commenta on line argomenti oggetto di discussione.
Sperando di insegnare presto, credo che le risorse digitali e internet, ormai imprescindibili nella vita quotidiana, lo siano anche tra i banchi di scuola. I docenti devono avvicinarsi alle tecnologie per avvicinarsi agli studenti stessi e migliorare il loro processo di insegnamento-apprendimento.
Nelle mie classi future mi piacerebbe utilizzare risorse digitali finalizzate all'insegnamento della mia disciplina, approfondire argomenti e temi del mondo reale. Ad esempio, attraverso la riproduzione di file multimediali si potrebbe spiegare ai ragazzi la corretta esecuzione di un movimento, far vedere uno schema tattico o un esercizio da mettere in pratica successivamente in palestra. Utilizzando poi la rete, si potrebbero leggere e commentare articoli tratti da riviste sportive, argomenti di particolare interesse per i ragazzi o approfondire discipline e attività sportive meno conosciute.
Naturalmente è compito di noi insegnanti di educazione fisica trasmettere ai ragazzi l'importanza e i benefici del movimento: quindi utilizzare le risorse digitali ma evitare che gli stessi si allontanino dalla pratica.
Rossi Cristiano AC02
Angela Barletta A051 -PRIMA PARTE
RispondiEliminaNon ero a conoscenza della scala Forrester, ma ho potuto subito notare la sua innegabile utilità che consiste nel collocare le proprio pratiche di uso della rete all’interno di uno schema ben definito. Essendo nata a metà degli anni ’80 posso dire di aver assistito alla nascita di Internet, inizialmente lo utilizzavo solo per svolgere ricerche o reperire informazioni, successivamente il mio approccio alle nuove tecnologie è radicalmente cambiato, tanto che posso collocarmi tra il secondo e il quinto livello della scala. Sono una partecipante critica che commenta e discute on line su blog di vario argomento, effettuo ricerche sul web e colleziono contenuti eterogenei fra loro, sono iscritta a Facebook, che utilizzo soprattutto per comunicare con persone che mi sarebbe difficile contattare altrimenti, mi inserisco a buon diritto tra coloro che leggono e ascoltano contenuti on line, mi capita, infatti, di leggere notizie sul web, ascoltare musica su Youtube.
Non ho ancora mai creato un blog, ma confesso di aver preso in considerazione l’idea numerose volte e chissà che non decida di aprirne uno che abbia per argomento la cultura e le lingue classiche!!
Il progresso che caratterizza la società moderna ha portato tutti noi ad utilizzare la rete per ogni esigenza: se abbiamo bisogno di un'informazione non consultiamo più le pagine gialle o l’Enciclopedia, e perché dovremmo visto che abbiamo tutto a portata di click?
Quando frequentavo il V ginnasio ho svolto un saggio breve la cui traccia riguardava proprio il progresso e le nuove tecnologie, ricordo di aver espresso tutta la mia preoccupazione per il fatto che, nel giro di pochi anni, i libri cartacei sarebbero potuti essere sostituiti da quelli digitali, e infatti così è stato. Con ciò non voglio dichiararmi contraria alle risorse digitali, mi rendo perfettamente conto che i “tempi siano cambiati”, che invece di inviare una lettera si manda una mail, che invece di incontrarsi si chatta o “ci si vede” su Skype…mi domando se questo sia davvero progresso!
Credo che esistano materie come il greco e il latino per le quali l'utilizzo di supporti tecnologici non sia solo poco funzionale, ma addirittura fuorviante; in alcuni licei classici della Capitale si è pensato bene di sostituire i libri di testo con un Tablet; due anni fa seguito privatamente un alunno di uno dei suddetti istituti, che aveva particolari difficoltà con tale supporto, per aiutarlo ho suggerito alla madre di acquistare i libri di testo, poiché a mio parere, soprattutto per lo studio delle lingue classiche, non si può prescindere dal supporto cartaceo costituito dai libri; gli strumenti forniti dalle nuove tecnologie dovrebbero andare ad aggiungersi a quelli tradizionali, senza però sostituirli completamente. Nella classe in cui ho insegnato fino a marzo, quando ho fatto notare agli alunni che molti di loro non segnavano l'accento quando utilizzavano verbi coniugati al passato remoto, uno degli studenti mi ha risposto dicendo che quando si utilizza il cellulare per scrivere SMS o messaggi su WhatsApp non c’è bisogno di indicare il segno grafico in questione, perchè vi provvede il correttore...confesso di non averla presa molto bene!
Non vorrei che vi fossero allievi che sanno usare perfettamente uno Smartphone o un Tablet, ma che poi non sono in grado di concepire un pensiero formato da più di due frasi minime. Credo che nella vita in tutte le cose occorrano delle vie di mezzo, non so se ciò dipenda essenzialmente dalla mia formazione, ma credo che il giusto mezzo sia sempre la soluzione più giusta da adottare.
Con ciò non intendo dire che non ci si debba aggiornare o si debba restare ancorati a metodi antiquati, il mondo va avanti e anche la scuola dovrebbe adeguarsi, per questo motivo credo che sarebbe utile creare un blog di classe sul quale discutere attivamente degli argomenti di volta in volta affrontati a lezione, aprire dei veri e propri dibattiti su quanto spiegato dai docenti.
Angela Barletta A051- SECONDA PARTE
RispondiEliminaRitengo molto utile anche chiedere ai ragazzi di effettuare ricerche in internet dopo aver indicato loro qual è il metodo più efficace, aiutarli a comprendere come selezionare i materiali e spiegare che limitarsi a copiare e incollare alla rinfusa ciò che trovano in rete senza prima averlo letto non solo è un lavoro particolarmente noioso e connotato da una certa meccanicità, ma che risulta del tutto inutile ai fini della loro formazione. In proposito riporto l'esperienza di una mia collega, docente di musica, che aveva chiesto ai suoi alunni di terza media di effettuare una ricerca in vista dell'esame di licenza, e alla quale sono stati consegnati materiali inservibili, collage di periodi presi a caso e “appicciati” qua e là senza alcun criterio.
Per lo studio della geografia ci si potrebbe avvalere del GIS: Sistema Informativo Geografico, dopo aver fatto scaricare agli alunni il software Quantum GIS, grazie ad uno shape file, una mappa base, si potrebbe chiedere loro di individuare dei tematismi; ad esempio su una mappa dell'area metropolitana di Roma, si potrebbe chiedere loro di individuare la concentrazione delle istituzioni scolastiche sul territorio urbano e di attuare poi delle considerazioni, con il supporto del docente, a proposito di ciò che emerge dalla carta creata e presa in esame.
È innegabile che l'immagine sia un supporto molto efficace alla fissazione di idee e concetti, sia per la storia che per la letteratura italiana ci si potrebbe servire di film concernenti gli argomenti trattati e di fotografie che catturano sempre l’attenzione dei discenti, facendo però attenzione a non farli diventare un fattore di distrazione.
Sono sulla tua linea, anche se tu lo hai dettagliato molto più di me. Comunque ed in sintesi sono anche io per una via di mezzo. Trovo, infatti, assurda la proposta che addirittura in Finlandia vorrebbero addirittura abolire la scrittura su supporti cartacei. Chissà, magari lasceremo ai posteri chiavette, Cd, microchip etc. sicuramente durevoli nel futuro, ma credo molto meno dei supporti cartacei!
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RispondiEliminaPartendo dal presupposto che fino ad oggi non conoscevo l’esistenza della scala Forrester, la considero comunque un ottimo strumento di valutazione personale nell’utilizzo della rete internet. Principalmente mi riconosco nei livelli tre, quattro e cinque, perché utilizzo internet soprattutto per approfondimenti riguardanti il mio percorso di studi, cultura generale, social network e svago, ed è invece la prima volta che mi trovo ad utilizzare un blog nella veste di partecipante critico, notando come questo sia un momento di condivisione o confronto di idee e pensieri. Ovviamente come tutta la tecnologia, anche internet può avere dei benefici o dei rischi a seconda di come si utilizza, per questo penso che nella professione che andremo a svolgere, la scala Forrester può essere lo strumento giusto sia per agevolare il nostro operato e sia per inculcare nella testa degli alunni il saper utilizzare la rete in modo intelligente, essendo al giorno d’oggi, una risorsa fondamentale che permette di approfondire la propria cultura.
RispondiEliminaPenso che in ogni classe basterebbe un PC con connessione alla rete per visionare qualsiasi tipo di materiale multimediale attinente alla materia in tempo reale, o addirittura creare dei blog sui quali condividere commenti e proprie riflessioni riguardanti argomenti trattati a scuola. Nella professione di insegnante di educazione fisica che intraprenderò, sarebbe davvero utile preparare delle lezioni anche attraverso la visione di video o filmati riguardanti la storia e la pratica degli sport in generale, i loro gesti tecnici, esercizi specifici di vario genere, ecc…, dai quali tirar fuori delle informazioni ben precise che poi si andrebbero ad incastrare con la lezione vera e propria da svolgere in palestra. La rete, in tutto ciò, potrebbe essere anche utile per anticipare la lezione successiva assegnando agli alunni del materiale da visionare a casa, in modo da sapere ciò che si andrà a svolgere nella prossima lezione, agevolando di conseguenza sia l’operato del professore e sia l’utilizzo intelligente della rete.
Ormai è chiaro che per certi versi siamo schiavi della tecnologia e quindi di internet, ma questo non significa abbandonare le origini e le abitudini sane che ci hanno permesso di formarci come persone, ma bensì cercare di unire il passato ed il presente in maniera oculata, utilizzando l’innovazione come ulteriore aiuto per la nostra cultura e formazione.
Preziosi Emiliano AC02
L’utilizzo delle risorse digitali è diventato ormai indispensabile nella nostra società e per restare al passo con il loro sviluppo bisogna aggiornarsi di continuo. Per quanto riguarda il mio utilizzo rispetto a tali risorse posso dire che, pur non facendone un uso eccessivo, utilizzo internet frequentemente per controllare la posta, per visionare siti o video, per fare delle ricerche e quindi informarmi su argomenti che stimolano il mio interesse e la mia curiosità. Utilizzo Social Network, partecipo a discussioni on line e ho avuto anche l’occasione di creare un blog e gestirlo per un breve periodo di tempo.
RispondiEliminaIn riferimento alla scala Forrester mi rivedo principalmente nei livelli che vanno dal 5 al 2 e, in parte, anche nel 1. Credo che questa scala sia un buon metodo per comprendere il modo di porsi con la rete e l’utilizzo che se ne fa.
Sono convinta dell’importanza dell’utilizzo delle risorse digitali sia per le attività della vita quotidiana, sia per quelle scolastiche, a patto che non se ne faccia un uso smoderato; la tecnologia è utile se viene utilizzata in modo corretto, tenendo conto del contesto, dell’età e della situazione in cui ci si trova.
Oltre alla tecnologia, che oggi ha un ruolo primario soprattutto per i ragazzi, dobbiamo ricordarci che è molto importante anche leggere i libri, scrivere con la penna, saper estrapolare dalla rete ciò che realmente ci interessa, fare sport, fare attività a contatto con la natura, conoscere persone nuove e confrontarsi di persona con loro per imparare a conoscersi meglio, e tante altre cose che attraverso la tecnologia si possono conoscere solo in modo virtuale.
Detto ciò credo che un corretto utilizzo delle risorse digitali all’interno della scuola sia giusto e indispensabile. In particolare per quanto riguarda l’insegnamento delle scienze motorie credo sia molto utile l’utilizzo di internet per effettuare delle ricerche e approfondire degli argomenti trattati in classe o in palestra; la visione di video per stimolare l’interesse dei ragazzi o per fargli comprendere meglio degli aspetti tecnici, degli argomenti più particolari o semplicemente quali sono i valori che lo sport è in grado di trasmettere; molto interessante potrebbe essere anche la creazione di un blog di classe sul quale affrontare discussioni e confrontarsi su tematiche trattate a scuola.
Colagiovanni Claudia AC02
Per quanto riguarda l’utilizzo della rete e delle risorse digitali, mi sento di collocarmi al livello 3 della scala Forrester, (Partecipanti collezionisti che collezionano contenuti di vario genere).
RispondiEliminaLa mia giornata tipo prevede i più disparati utilizzi della rete, il primo è sicuramente il monitoraggio costante dello stato delle e-mail, perché sono iscritto a molte newsletter di siti interessanti che mi aggiornano e mi tengono informato su tutto quello che accade nel mondo. Poi si passa alla visione dei maggiori Social, come Facebook dove, oltre a scambiare commenti con gli amici, mi capita di leggere articoli sulla mia disciplina,che alcune volte salvo sul mio pc per tenerli sempre a disposizione. Un altro uso quotidiano della rete riguarda la visione di siti che riguardano le Scienze Motorie e la preparazione fisica, dove attingo articoli che mi potranno sempre tornare utili durante la mia vita professionale. La rete, poi, la utilizzo come motore di ricerca universale dove vado a cercare qualsiasi informazione di cui ho bisogno (foto, nomi, date, frasi, articoli, video, ecc..). Infine, ho trovato molto comoda la rete per effettuare acquisti online, sia per la convenienza in termini economici e sia per la grande varietà di scelta dei prodotti che vengono offerti.
Nell’ambito scolastico le risorse digitali e la rete possono rivelarsi delle armi a doppio taglio perché, da un lato possono agevolare la comunicazione e la trasmissione di informazione in qualsiasi parte del mondo in tempo reale (scambi culturali, progetto eTwinning, ecc..), dall’altro l’uso spropositato e senza controllo può portare all’isolamento della persona che poi non sarà più in grado di socializzare.
Per quanto riguarda la mia disciplina (Scienze Motorie), la rete può essere utilizzata come un mezzo per facilitare l’apprendimento grazie alla visualizzazione di filmati riguardanti gli sport e i singoli gesti tecnici e, alla ricerca di articoli interessanti redatti dai maggiori esperti di sport del mondo.
Tudino Stefano AC02
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